8. gen, 2018

La strana automazione di una farmacia bresciana.

Un farmacista tra banco e robot in due ore carica il contenuto di una cassetta degli arrivi.

cosa abbiamo visto:

- Alle 8,30 ci sono 5 cassette di medicinali arrivati.

- Prende una scatola in mano e deve decidere come e dove inserirla

- Se ne ha più di dieci va nei moduli a gravità

- Se non ha il canale già dedicato deve scegliere il canale della giusta larghezza, oppure crearlo misurando la possibilità più aderente alle dimensioni delle scatole per non perdere spazio

- Fatte queste operazioni sceglie l'inserimento usando il caricatore automatico

- Se ne ha solo una va nei ripiani e sceglie il caricamento manuale

- Se è una prenotazione la porta direttamente al banco

- Se ha una scadenza troppo ravvicinata decide di metterla tra i resi

- Alla fine di tutte queste varianti decide per l'inserimento manuale o automatico

e ancora:

- Se il caricatore automatico non riconosce le dimensioni di una scatola ecco che la espelle e il farmacista dovrà occuparsi più tardi di aggiornare le dimensioni o codificare un nuovo prodotto

- Per noi è evidente che ha acquistato tutt'altro che una macchina automatica

- A questa osservazione risponde che è l'unica soluzione che gli consente di avere scatole sufficienti in erogazione nelle ore di punta, ed è vero l'erogazione sembra davvero efficiente

in pratica cosa è accaduto?

- Che in due ore ha inserito nel robot il contenuto di una sola cassetta, correndo avanti e indietro dal banco al robot e viceversa

- Che gli hanno proposto una soluzione con discreta performance nel prelievo e lui ha pensato fosse la sua soluzione ottimale che giustificava l'investimento

- Nella realtà oltre all'investimento sull'acquisto della macchina il farmacista dovrà tenere un magazziniere informatizzato che conosca anche le problematiche dei medicinali e dei relativi ordini, il cui costo mensile è da aggiungere a quello della manutenzione ordinaria del robot che non è affatto a costi economici

- Ha acquistato quella macchina anche perché il suo consueto protagonismo nella gestione degli ordini, di come trattare gli arrivi e come gestire le giacenze, restava integro.

- Ha acquistato la macchina come se fosse un elemento criticamente relegato ad una performance personale, ovvero, come un oggetto elettronico di lusso da esibire come status

- In altre parole ha sostituito le cassettiere con un cassone di camion ingombrante più delle cassettiere, con lo stesso onere per il personale, aggiungendo il rischio che deriva da un sempre probabile fermo macchina, che con le cassettiere non c'era

- Ha anche asserito che i commerciali che gli hanno venduto la macchina erano preparati, simpatici, modaioli e ispiravano fiducia e che grazie a loro e al super ammortamento ha fatto un ottimo affare

- Gli hanno fatto vedere una macchina installata in un'altra farmacia decantando le prestazioni nell'erogazione delle ricette e sorvolando completamente sui problemi di gestione della macchina e dell'inserimento delle scatole. Sicuramente sono stati aiutati dal farmacista cliente, che voglioso di protagonismo, nemmeno sotto tortura, ammetterebbe di aver sbagliato nella scelta del fornitore

concludiamo che:

automatizzare la logistica del farmaco in farmacia è tutta un'altra cosa che quasi sempre viene fatta pagare senza che il beneficio si realizzi