La robotica nelle farmacie italiane

2. feb, 2018

Dopo complicate trattative e una scelta piuttosto tecnica, ecco che si consolida una nuova figura di farmacista. Quello che sembrava un fatto occasionale, sta diventando emergente ed ecco che alcuni farmacisti più giovani e più informatizzati scelgono automazioni più soddisfacenti. Gli altri sceglievano per paura di sbagliare (acquistando dall'azienda leader del settore), oppure, per soddisfare il proprio narcisimo, installavano costosi robot proposti da professionisti dell'immagine e della comunicazione, ma ecco cosa è accaduto:

Dopo mesi di discussioni, visioni di impianti ecc. il farmacista lariano ha deciso per:

- una macchina più autonoma possibile nel carico; una macchina che utilizza al meglio i due robot in dotazione in quanto su corridoi diversi e senza il forte limite dell' anticollisione (due robot sullo stesso corridoio non producono per due ma per 1,45 circa); un robot i cui sistemi di presa non fanno operazioni di rotazione, traslazioni multiple con dotazioni meccaniche ed elettroniche sofisticate che sono la causa di frequenti fermi macchina.

- un caricamento efficiente che non deve essere assistito da personale addetto, lavorando su una corretta gestione degli ordini e su accordi con fornitori.

- una velocità di erogazione che ha numeri sufficienti anche nelle ore di punta proprio perché sfrutta al meglio l'utilizzo dei due robot in dotazione.

- un sistema di trasporto nei punti di consegna a nastri sovrapposti escludendo così i deviatori che creano soventi problemi.

Cosa ha compreso il farmacista:

- che meno meccanica vuol dignificare meno fermi macchina.

- che l'affidabilità aumenta con la semplificazione della meccanica e l'uso di elettronica aggiornata e aggiornabile negli interventi di manutenzione ordinaria.

- che le macchine con logistica più complessa (zona a ripiani, zona a gravità, alta rotazione distinta dalla bassa) sono elementi che non rendono un robot autonomo ma con l'esigenza di personale dedicato.

- che due robot in un sistema "costretto" da software anticollisione danno risultati scadenti e troppo inferiori a due robot indipendenti.

Possiamo concludere osservando come stia crescendo una figura di farmacista attento, con familiarità informatica, con gestione snella degli ordini, e facilità di comprendere come sia strategica una buona automazione. E' con quesa figura di moderno farmacista con cui il mondo della robotica, nella movimentazione dei farmaci, dovrà confrontarsi con macchine più efficaci e competenze adeguate.

30. gen, 2018

Un farmacista tra banco e robot in due ore carica il contenuto di una cassetta degli arrivi.

cosa abbiamo visto:

- Alle 8,30 ci sono 5 cassette di medicinali arrivati.

- Prende una scatola in mano e deve decidere come e dove inserirla

- Se ne ha più di dieci va nei moduli a gravità

- Se non ha il canale già dedicato deve scegliere il canale della giusta larghezza, oppure crearlo misurando la possibilità più aderente alle dimensioni delle scatole per non perdere spazio

- Fatte queste operazioni sceglie l'inserimento usando il caricatore automatico

- Se ne ha solo una va nei ripiani e sceglie il caricamento manuale

- Se è una prenotazione la porta direttamente al banco

- Se ha una scadenza troppo ravvicinata decide di metterla tra i resi

- Alla fine di tutte queste varianti decide per l'inserimento manuale o automatico

e ancora:

- Se il caricatore automatico non riconosce le dimensioni di una scatola ecco che la espelle e il farmacista dovrà occuparsi più tardi di aggiornare le dimensioni o codificare un nuovo prodotto

- Per noi è evidente che ha acquistato tutt'altro che una macchina automatica

- A questa osservazione risponde che è l'unica soluzione che gli consente di avere scatole sufficienti in erogazione nelle ore di punta, ed è vero l'erogazione sembra davvero efficiente

in pratica cosa è accaduto?

- Che in due ore ha inserito nel robot il contenuto di una sola cassetta, correndo avanti e indietro dal banco al robot e viceversa

- Che gli hanno proposto una soluzione con discreta performance nel prelievo e lui ha pensato fosse la sua soluzione ottimale che giustificava l'investimento

- Nella realtà oltre all'investimento sull'acquisto della macchina il farmacista dovrà tenere un magazziniere informatizzato che conosca anche le problematiche dei medicinali e dei relativi ordini, il cui costo mensile è da aggiungere a quello della manutenzione ordinaria del robot che non è affatto a costi economici

- Ha acquistato quella macchina anche perché il suo consueto protagonismo nella gestione degli ordini, di come trattare gli arrivi e come gestire le giacenze, restava integro.

- Ha acquistato la macchina come se fosse un elemento criticamente relegato ad una performance personale, ovvero, come un oggetto elettronico di lusso da esibire come status

- In altre parole ha sostituito le cassettiere con un cassone di camion occupando più spazio, con lo stesso onere per il personale, aggiungendo il rischio che deriva da un sempre probabile fermo macchina, che con le cassettiere non c'era

- Ha anche asserito che i commerciali che gli hanno venduto la macchina erano preparati, simpatici, modaioli e ispiravano fiducia e che grazie a loro e al super ammortamento ha fatto un ottimo affare

- Gli hanno fatto vedere una macchina installata in un'altra farmacia decantando le prestazioni nell'erogazione delle ricette e sorvolando completamente sui problemi di gestione della macchina e dell'inserimento delle scatole. Sicuramente sono stati aiutati dal farmacista cliente, che voglioso di protagonismo, nemmeno sotto tortura, ammetterebbe di aver sbagliato nella scelta del fornitore

Possiamo concludere asserendo che:

Automatizzare la logistica del farmaco nella vendita diretta è tutta un'altra cosa rispetto a quello che sovente constatiamo, e quasi sempre viene fatto pagare un beneficio alla gestione della farmacia, senza che esso si realizzi.

29. gen, 2018

STA EMERGENDO UNA DOMANDA PIU' TECNICA, UN'AUTOMAZIONE CON CERTEZZE.

COME DOVRANNO RISPONDERE I COSTRUTTORI:

Con macchine la cui meccanica deve essere efficiente e rispettare pienamente lo scopo/utilizzo di magazzino automatico. Il concetto di automazione dello stoccaggio deve essere raggiunto pienamente: un magazzino è automatico, quando l’intervento manuale non è previsto. Introduciamo materiali in magazzino e quando ci vengono richiesti ne comandiamo la consegna, che viene evasa esattamente nei tempi, nei punti consegna selezionati e nei modi prestabiliti.

Con software chiari e senza personalizzazioni che lasciano un inutile protagonismo al farmacista

Con interfaccia di utilizzo semplice e aderente al gestionale in uso

I sistemi di introduzione manuale devono scomparire come deve scomparire la distinzione di parti dedicate all’alta rotazione e parti alla bassa rotazione.

Occorre efficienza nell''erogazione delle ricette anche nelle ore di punta

Occorre ridurre gli ingombri ed aumentare la capacità di contenimento

Occorre costruire macchine leggere per solai uso abitativo

Occorrono accessori (lift, nastri, spirali, scivoli e tramoggie) di qualità silenziosità e meccanicamente impeccabili

Occorre una visione unitaria del magazzino senza differenze d’utilizzo

Occorre <<liberare il farmacista>> fornendogli una macchina completamente autonoma

IL FARMACISTA DEVE SOLO OCCUPARSI:

Dell’integrità delle scatole

Delle scatole con destinazioni diverse dal magazzino automatico

Delle scatole di dimensione non inseribile e chiaramente specificata

Del rovesciamento manuale o semiautomatico (se previsto) delle cassette degli arrivi

Il farmacista vuole essere certo che le attese dei clienti nelle ore di punta sia nella norma che consenta il cross-selling e nulla più

27. gen, 2018

Il farmacista si informa meglio, sta emergendo una generazione di giovani farmacisti più informatizzati, qualcuno dei veterani diventa diffidente, altri guardinghi.

Chiede più precisione sulla capacità di contenimento

Che i nastri erogatori siano silenziosi e con poco impatto sull’arredo della farmacia

Che il carico sia automatico e veloce

Che la gestione delle scadenze non sia un rallentamento delle prestazioni generali di magazzino

Che l’erogazione delle ricette sia efficiente anche nelle ore di punta

Chiede di trovare una posizione al robot meno invadente

Chiede sistemi di trasporto silenziosi e veloci

Chiede se basta un robot o se è meglio dotare la macchina di più sistemi di presa

Chiede soprattutto che la macchina sia autonoma e non assistita per l’inserimento nei moduli variabili ovvero dove stoccare l’alta rotazione e dove la bassa rotazione

26. gen, 2018

Con ottime macchine ma poche certezze

Con indicazione di parametri sulla quantità di scatole contenibili con troppa approssimazione

Con sistemi di trasporto ai punti di consegna scatole rumorosi e pieni di problemi

Con macchine troppo pesanti e ingombranti

Con problemi di interfacce gestionali

Con problemi di velocità carico

Con problemi di velocità di erogazione ricette

Con i soliti problemi di gestione scadenze

Con macchine troppo assistite dal personale della farmacia

Negando il concetto di automazione