Vivere bene: la filosofia della filosofia

20. feb, 2019

Ci sono app che creano frasi amorose ad hoc, altre che "aggiustano" le foto romantiche una addirittura, verifica attraverso le impronte digitali la compatibilità della coppia. Del resto, non stupisce visto che l’amore oggi nasce e spesso viene vissuto sul web. Secondo dati recenti, ogni settimana oltre un milione e mezzo di incontri di coppia nascono da un contatto sulle app di dating e ogni giorno ci sarebbero approssimativamente ventisei milioni di contatti. E gli italiani, stando a quanto viene rilevato, sono tra i più attivi in Europa. Mentre prima ci si conosceva in palestra, sul lavoro oppure ad una festa di compleanno, oggi ci si conosce su Tinder, Badoo o Meetic con la possibilità di raccogliere tante informazioni sull’altro. E solo dopo si decide se incontrarsi o meno. Fare lo shopping online di signore piacenti è divertente e comodo. I siti di incontri creano questionari, fanno inserire foto, una vera e propria raccolta d'informazioni, un pedigree che non trascura preferenze e necessità e se il soggetto che in qualche modo aggancia quello o quella che sembrano giusti, se così non sarà, ecco eliminato con un click e via con il successivo. Fantastico!! Non occorre nemmeno riaccompagnarlo.a casa. Per le tante coppie asessuate per assenza di desiderio e quelle che invece possiamo definire "separati in casa" la chat è un ammiccante afrodisiaco. Nel primo caso è solo distrazione, nel secondo rende praticabile quella condizione di vita difficile e assai schizofrenica anche per lunghi periodi. Essere connessi con una persona esterna è una necessità e anche un modo di vivere lo "stare insieme". Amoreggiare sensa fisicità è curioso e anche godibile nell'immediato, ma Eros subito dopo chiede di non essere solo virtuali, chiede calore, chiede emozione del momento, chiede odore, chiede due corpi che si toccano e si scaldano. Questo accade da quando esiste l'uomo, e a questo si è unita l'opportunità unica e grandiosa che il web, come strumento, avvicina individualità che mai si sarebbero incontrate senza di esso. Si creano più coppie che godono affinità, congenialità fisica e mentale e questo è solo un buon inizio e quando sapremo sfruttare meglio l'essere online, potremmo assistere ad una maggiore soddisfazione e stabilità di coppia.

31. gen, 2019

I rapporti sulla ricchezza mondiale non sempre vengono presi sul serio, sia per l'imbarazzo di chi li verifica, sia per la moda o desiderio di evitare, pensieri sconvolgenti come già accade per gli studi sui danni planetari nell'epoca della grande industrializzazione. Il rapporto Oxfam sulla ricchezza mondiale evidenzia, con tanti numeri e parametri certi, che i 26 super ricchi del nostro pianeta hanno lo stesso patrimonio del 50% della popolazione mondiale ovvero, di circa 3,7 miliardi di persone. Un altro ente conferma e precisa che mentre i 26 raddoppiavano il loro patrimonio i salari reali sono cresciuti del 1,1 percento nel 2017 e diminuiti dello 1,8 percento nel 2018 (calcoli basati sui dati del 2016). Se guardiamo i salari dei soli paesi più ricchi, le cose sono anche peggiori. Anche la Svizzera, meta occupazionale ambita da tanti professionisti italiani, tedeschi e francesi, non è esente dai minimi storici della crescita delle retribuzioni. Naturalmente dovremmo andare anche nel dettaglio delle singole qualifiche e professioni ma la sostanza non cambia. Italia, Francia e la stessa Germania continuano comunque ad essere abbandonate dai migliori laureati nelle proprie università, e non solo per retribuzioni migliori, ma anche per qualità di vita, vedi Irlanda, Canada e Australia. Altri decidono di lasciare i propri paesi per condizioni climatiche più sopportabili, vedi Spagna o Portogallo. Mentre l'Europa si prepara per le elezioni, in nessun paese comunitario si fa una politica vera dei salari minimi, e nemmeno un tentativo di reimpostare un'economia di crescita (che noi deprechiamo), e figurarsi se si discute di riconversione industriale o decrescita sostenibile. E' oramai da trent'anni che la crescita non basta più a produrre il necessario per tutti, però continua a produrre catastrofi ambientali. L'obiettivo della politica in generale sembra essere unicamente di concentrare la ricchezza sempre di più nelle stesse mani di uno sparuto gruppo di privilegiati, ovvero si è lasciata crescere un'oligarchia planetaria che impone regole e spostamenti finanziari affamando, ora quell'area geografica o quella fascia sociale senza distinzione di Stato. Produce cose in quantità inutili, inquinanti, per solo fine di lucro,  e continua a consumare risorse preziose per l'ecosistema. Durerà? Qui speriamo di no. La nuova sinistra che si sta formando in Italia, Podemos in Spagna, i Gilet Jeunes in Francia, l'autolesionismo della politica inglese, la contrapposizione feroce dei canadesi agli Usa, ci dicono che qualcosa sta accadendo e che gli assatanati affaristi globali avranno presto qualche grosso ostacolo alla loro devastante furia di potere.

22. gen, 2019

Ci sentiamo vivi e ci sentiamo unici solo quando esistono gli altri, lo specchio a noi stessi. Il senso di appartenenza è un bisogno fondamentale. Esso è riscontrabile persino nei bambini, i quali sentono l’istinto e il bisogno di appartenere alla loro famiglia. “Io appartengo” è un bisogno atavico, che probabilmente affonda le sue radici in epoche in cui appartenere a un gruppo significava sopravvivere. Nelle scelte di appartenenza siamo guidati dalla coscienza individuale, attraverso la sensazione interiore di innocenza o colpevolezza, di giusto o sbagliato, di senso del limite. Per esempio, se difendiamo le regole che abbiamo acquisito nel nostro sistema familiare, percepiamo tale atteggiamento come giusto, diversamente, ci sentiamo in colpa o arrabbiati quando ci allontaniamo da esso. Il bisogno di appartenere ci lega al nostro "gruppo" e fa sì che ne “sposiamo” le regole e le dinamiche, facendocene carico. Tante volte nella vita ci troviamo davanti a un bivio, alla sofferenza di smettere di appartenere perché il sistema è troppo vessatorio. Qui sono due noi stessi che lottano per affermarsi e la vita è scegliere. In essa ci sono i “posti giusti” in cui stare e lo sappiamo quando ci sentiamo forti, quando abbiamo chiarezza di pensieri e intenti. Anche nella vita affettiva ci sono i luoghi giusti. Quando si incontra un'anima sensibile, che è un tesoro raro e per pochi, occorre stargli nei pressi senza limitarne le libertà e aiutarne l'espansione. Vicinanza lieve e appartenenza a qualcuno. Apparteniamo a chi ci fa fremere e tremare, scegliamo chi ci fa vibrare nell'anima e nel corpo. Apparteniamo a quei brividi che ci resteranno per sempre, sono loro che ci fanno sentire veramente vivi.

1. gen, 2019

La decrescita è uno slogan deliberatamente sovversivo.
Sarà una scelta politica quella di dire quali settori devono arretrare a vantaggio di altri che devono progredire. Ovviamente alcuni settori, come l’educazione, l’assistenza sanitaria o le energie rinnovabili, dovranno prosperare in futuro, mentre altri, come le industrie pesanti o il settore finanziario dovranno regredire. Il risultato della scelta politica deve essere la decrescita, i settori che devono progredire possiamo indicarli come "fiorenti", termine che solitamente si attribuisce alle arti, quindi qualità piuttosto che quantità. Un nuovo umanesimo concreto con una dialettica di scelte che mette al centro la figura umana, senza le distorsioni del mercato, senza la spinta costante di comportamenti costruiti a tavolino dalle tecniche pubblicitarie che oggi guidano le teste del 90% degli individui. Una critica frequente avanzata alla proposta di decrescita è che sia applicabile solo alle sovrasviluppate economie del nord globale. I paesi più poveri del sud del mondo hanno ancora bisogno della crescita per soddisfare bisogni primari. In effetti, la decrescita nel Nord libererà lo spazio ecologico per la crescita nel Sud. La povertà nel Sud, oggi è il risultato dello sfruttamento delle sue risorse naturali e umane a basso costo da parte del Nord. La decrescita al Nord ridurrà la domanda e i prezzi delle risorse naturali e dei beni industriali, rendendoli più accessibili al Sud in via di sviluppo. Tuttavia, il Nord dovrebbe perseguire la decrescita, non per consentire al Sud di seguire lo stesso percorso, ma soprattutto per liberare uno spazio concettuale in cui quei paesi possano trovare il loro percorso verso ciò che definiscono il buon vivere. Un'altra prerogativa del Sud è avere progetti politici alternativi. Queste visioni esprimono metodi di sviluppo, percorsi socio-sconomici che rivendicano una giustizia ambientale globale e possono diffondersi solo attraverso il declino della crescita nei paesi del Nord.

24. dic, 2018

Il nostro "miglioramento" non ha più nulla a che fare con la crescita economica.
Nella mente della maggior parte delle persone, la crescita è ancora associata a un miglioramento o ad un maggior benessere. Occorrerà usare un termine alternativo, in quanto il termine "decrescita" non piace, è considerato peggiorativo anche se indica un cambiamento importante e di necessità. Dal nostro punto di vista eviterei la parola decrescita sostituendolo crescita etica. La tutela del cosmo per le future generazioni è un problema morale che nessuno dei viventi dovrebbe ignorare e qui ci occuperemo sistematicamente della crescita morale che deve investire tutte le attività economiche. E' moralmente indispensabile che ci sia una più equa ripartizione delle risorse mondiali, è immorale che alcuni elementi aggressivamente avidi utilizzano beni per solo esercizio di potere, per giochi, per avventure cosmiche. Le risorse planetarie impiegate potrebbero essere utilizzate per migliorare le condizioni di vita di popolazioni che si sono troppo impoverite per guerre e per essere state private di beni di loro appartenenza.  La crescita è anche antieconomica perché, almeno nelle economie sviluppate, il malessere aumenta più rapidamente del benessere. I costi della crescita includono cattiva salute psicologica, lunghi orari di lavoro, congestione e inquinamento. Il PIL contabilizza costi, come la costruzione di una prigione o la pulizia di un fiume, come fossero beneficii. Di conseguenza, esso può ancora impropriamente aumentare, anche se nella maggior parte delle economie sviluppate gli indicatori di benessere, legato al welfare, sono rimasti fermi dopo gli anni ’70. E' rigoroso concludere che oltre un certo livello di reddito nazionale, è l’uguaglianza a creare benessere e pace sociale e non certo la crescita che continua ad aumentare le disparità. Continua..