3. mag, 2019

Groviglio quotidiano, le relazioni di potere.

Il potere non viene dall'alto o dall'esterno come ci viene facile pensarlo. Esso è qualcosa di più radicato e non è correlato all'avere, ma all'essere. Il potere è uno stato di cose in cui siamo costantemente immersi. Le relazioni di potere sono onnipresenti e questo esclude una sovranità centralizzata del potere, esclude un centro dove viene esercitato un potere derivante da un'ideologia. Il potere non è sopra la società ma dentro di essa. Parte dal basso, non solo dalle aule parlamentari o giudiziarie, parte dalle relazioni giornaliere tra individui, nella famiglia, negli uffici, nelle attività didattiche, nelle istituzioni, nell'economia. Parte dal piccolo, dai molteplici rapporti che avvolgono in ogni istante la società. Si producono elementi di potere in ogni istante, in ogni punto, in ogni ambito, tra punto e punto e tra ambito e ambito. Dappertutto. Non perché il potere riesce a raggiungere ogni punto della società, ma perché esso proviene da ogni punto di interazione fra individui. Ramificati in molteplici situazioni, i rapporti di potere mostrano anche la loro tendenza a stratificarsi: è possibile cioè che gli elementi del corpo sociale siano contemporaneamente attraversati e coinvolti da più relazioni di potere. La gestione del potere passa attraverso la strategia di incatenamento delle pratiche di potere pur eterogenee e in complessa mobilità. Le relazioni di potere non sono in posizione di esteriorità nei confronti di altri tipi di rapporti (processi economici, rapporti di conoscenza, relazioni sessuali), sono una loro integrazione, sono gli effetti immediati delle divisioni, delle disuguaglianze e degli squilibri che vi si producono. Causa ed effetto delle diversità nella socialzzazione. Sopra: donne e potere.