31. gen, 2019

Groviglio quotidiano, siamo in piena dittatura globale.

I rapporti sulla ricchezza mondiale non sempre vengono presi sul serio, sia per l'imbarazzo di chi li verifica, sia per la moda o desiderio di evitare, pensieri sconvolgenti come già accade per gli studi sui danni planetari nell'epoca della grande industrializzazione. Il rapporto Oxfam sulla ricchezza mondiale evidenzia, con tanti numeri e parametri certi, che i 26 super ricchi del nostro pianeta hanno lo stesso patrimonio del 50% della popolazione mondiale ovvero, di circa 3,7 miliardi di persone. Un altro ente conferma e precisa che mentre i 26 raddoppiavano il loro patrimonio i salari reali sono cresciuti del 1,1 percento nel 2017 e diminuiti dello 1,8 percento nel 2018 (calcoli basati sui dati del 2016). Se guardiamo i salari dei soli paesi più ricchi, le cose sono anche peggiori. Anche la Svizzera, meta occupazionale ambita da tanti professionisti italiani, tedeschi e francesi, non è esente dai minimi storici della crescita delle retribuzioni. Naturalmente dovremmo andare anche nel dettaglio delle singole qualifiche e professioni ma la sostanza non cambia. Italia, Francia e la stessa Germania continuano comunque ad essere abbandonate dai migliori laureati nelle proprie università, e non solo per retribuzioni migliori, ma anche per qualità di vita, vedi Irlanda, Canada e Australia. Altri decidono di lasciare i propri paesi per condizioni climatiche più sopportabili, vedi Spagna o Portogallo. Mentre l'Europa si prepara per le elezioni, in nessun paese comunitario si fa una politica vera dei salari minimi, e nemmeno un tentativo di reimpostare un'economia di crescita (che noi deprechiamo), e figurarsi se si discute di riconversione industriale o decrescita sostenibile. E' oramai da trent'anni che la crescita non basta più a produrre il necessario per tutti, però continua a produrre catastrofi ambientali. L'obiettivo della politica in generale sembra essere unicamente di concentrare la ricchezza sempre di più nelle stesse mani di uno sparuto gruppo di privilegiati, ovvero si è lasciata crescere un'oligarchia planetaria che impone regole e spostamenti finanziari affamando, ora quell'area geografica o quella fascia sociale senza distinzione di Stato. Produce cose in quantità inutili, inquinanti, per solo fine di lucro,  e continua a consumare risorse preziose per l'ecosistema. Durerà? Qui speriamo di no. La nuova sinistra che si sta formando in Italia, Podemos in Spagna, i Gilet Jeunes in Francia, l'autolesionismo della politica inglese, la contrapposizione feroce dei canadesi agli Usa, ci dicono che qualcosa sta accadendo e che gli assatanati affaristi globali avranno presto qualche grosso ostacolo alla loro devastante furia di potere.