22. gen, 2019

Groviglio quotidiano, il senso di appartenenza.

Ci sentiamo vivi e ci sentiamo unici solo quando esistono gli altri, lo specchio a noi stessi. Il senso di appartenenza è un bisogno fondamentale. Esso è riscontrabile persino nei bambini, i quali sentono l’istinto e il bisogno di appartenere alla loro famiglia. “Io appartengo” è un bisogno atavico, che probabilmente affonda le sue radici in epoche in cui appartenere a un gruppo significava sopravvivere. Nelle scelte di appartenenza siamo guidati dalla coscienza individuale, attraverso la sensazione interiore di innocenza o colpevolezza, di giusto o sbagliato, di senso del limite. Per esempio, se difendiamo le regole che abbiamo acquisito nel nostro sistema familiare, percepiamo tale atteggiamento come giusto, diversamente, ci sentiamo in colpa o arrabbiati quando ci allontaniamo da esso. Il bisogno di appartenere ci lega al nostro "gruppo" e fa sì che ne “sposiamo” le regole e le dinamiche, facendocene carico. Tante volte nella vita ci troviamo davanti a un bivio, alla sofferenza di smettere di appartenere perché il sistema è troppo vessatorio. Qui sono due noi stessi che lottano per affermarsi e la vita è scegliere. In essa ci sono i “posti giusti” in cui stare e lo sappiamo quando ci sentiamo forti, quando abbiamo chiarezza di pensieri e intenti. Anche nella vita affettiva ci sono i luoghi giusti. Quando si incontra un'anima sensibile, che è un tesoro raro e per pochi, occorre stargli nei pressi senza limitarne le libertà e aiutarne l'espansione. Vicinanza lieve e appartenenza a qualcuno. Apparteniamo a chi ci fa fremere e tremare, scegliamo chi ci fa vibrare nell'anima e nel corpo. Apparteniamo a quei brividi che ci resteranno per sempre, sono loro che ci fanno sentire veramente vivi.