18. dic, 2018

Un movimento culturale per la decrescita.

Diminuire i consumi è vitale per le generazioni successive.
Tempo addietro abbiamo criticato aspramente alcuni inviti alla crescita produttiva da parte di personaggi che si occupano di economia in diversi paesi del mondo come se questo fosse un movimento ideologico esteso a tutto il neoliberismo. Concludemmo, che se la crescita è quella di produrre prodotti inutili per il solo profitto di pochi ignobili era meglio nessuna crescita. Una ridistribuzione più equa delle derrate alimentari e una non crescita, ridurrebbe anche i rischi serissimi di invivibilità del pianeta. Oggi ritorniamo su questo argomento per aver constatato l'esistenza di un movimento culturale vero, come antitesi al neoliberismo, che si chiama appunto: Corsi e ricorsi della decrescita. Il termine francese "decroissance" fu usato perla prima volta dall'intellettuale francese André Gorz nel 1972. Gorz introdusse un interrogativo che rimane al centro dell’attuale dibattito sulla decrescita: “l’equilibrio del pianeta, per il quale un rallentamento della crescita, e addirittura la decrescita, della produzione industriale è una condizione necessaria, è compatibile con la sopravvivenza del sistema capitalista". Dopo di lui altri autori d'oltralpe iniziarono ad usare questo termine in ogni trattato di economia. Un economista ha avuto il buon senso di sottolineare che, a crescita zero, il consumo continuo di risorse scarse porterà inevitabilmente ad esaurirle completamente. Il punto, non è frenarsi dal consumare sempre di più ma consumare sempre meno. Non esiste altro modo per conservare le risorse disponibili per le generazioni future.  Continua...