22. ago, 2018

Io non sono raggiungibile.

I turchi, i barbari, gli aliens (cioè sempre noi stessi) sono alle porte. Sentiamo tutti che il tessuto del mondo è troppo teso, che così non si può andare avanti, e tutti leggiamo i fatti di cronaca come presagi, traduciamo automaticamente le difficoltà e contrarietà quotidiane nel linguaggio profetico: un parcheggio strapieno, uno sciopero dei netturbini, turisti fermi giorni in aeroporti, sono già piaghe simboliche, quanto un'invasione di locuste, una pioggia di rospi. Qualcosa deve succedere. La nostra trepidazione è reale, profonda ed è ciò che ci rende alla fine meno vacui e odiosi di quanto non sembriamo a noi stessi. Io sono qui per caso, sono di passaggio e non sono raggiungibile da nessun presagio, quando il tempo è orribile mi spavento da solo, il meteo è avvisato. Quelli sul Pollino in mutande erano suoi assidui visitatori e se sopravvissuti andranno a Cuzco (Cusco) senza giaccone.