29. giu, 2018

Groviglio quotidiano, lo stupro violenza delle violenze.

Ci sono forme di competizione e aggressione tra maschi che sono anch'esse violenza di genere. Esse si manifestano nello sport, nella vita dell'oratorio, nella scuola, nelle corse folli in moto, corse in auto, supremazia nella conquista sessuale. Bullismo, prevaricazione e simili oggi disonorano il genere umano. Senza il "senso del limite" che derivava dalla figura paterna, assistiamo a comportamenti insensati e orribili verso portatori di handicap, portatori di diversità e individui di colore ed etnie diverse, verso le donne, e tutti i più deboli in genere . Gli uomni non sono vittime della crescita delle libertà delle donne, ma sbeffeggiati dalla "missione di mascolinità", sono vittime di altri uomini. Noi maschi siamo allevati e istruiti per una missione di mascolinità strutturata e gerarchica. Ci tengo a ripeterlo, non sono le donne emancipate a rendere impotenti i maschi, ma è la precarietà e "liquidità" dei nostri tempi. Essere connessi a una struttura fortemente gerarchica, sorretta dalla "missione di mascolinità", stratificata, impedisce l'emancipazione dell'uomo, tanto è poderosa la spinta verso i comportamenti maschilisti. Se vogliamo scendere nella profondità delle cause di fatti, quali uccisioni feroci di mogli, fidanzate e figli per punire l'altro coniuge, l'assassino compie un "gesto finale" che è il risultato di tanti atti di piccola di violenza quotidiana, insita nella società attuale. Quindi uccidere o stuprare una moglie o ex moglie è un gesto definitivo che è la "violenza delle violenze". Quali sono i motori che sviluppano violenza quotidiana? Eccoli i principali: le precarietà e le vessazioni negli ambienti lavorativi, i residui della cultura patriarcale e contadina, il populismo e fomentazione dei razzismi della politica, l'addestramento scolastico alla competizione, l'aggressività, i dogmi di tutte le religioni. Il padre delle sacre scritture, figura reinterpretata dal "pater familias" della romanità imperiale, era il proprietario della donna, era il propietario dei figli e degli schiavi, tutti allo stesso livello di disciplina. Anche i moderni nazismi ripresero la figura del padre padrone, famigliarista e detentore della disciplina, l'atletico scopatore  fascista era il numero uno di tutti i tempi. Queste figure sono restate nell'immaginario italiano e di tutti i paesi dove le dittature hanno imperato per tanti anni, e dove le religioni rendono ancora più deboli e ubbidienti gli uomini. Questo sentirsi gran maschi è ancora di moda, (la vita sessuale di Dannunzio è uno dei libri più letti nel Nord Italia) e non a caso si è votato Berlusconi simbolo di questa mascolinità nazionale e oggi la lega che interpreta alla perfezione la sacralità di tutto ciò che è la disciplina, l'obbidienza e la libertà negata. In Bosnia gli stupri di massa delle donne era la più alta manifestazione di potere sui maschi vinti. Dopo quella violenza etnica, Il papa polacco (oggi gran santo) offrì il dessert, opponendosi all'aborto. Violentò le bosniache a partorire dolci figli di assassini. Tutte queste violenze sono il letame su cui cresce la violenza domestica odierna.