10. mag, 2018

Le tempeste digitali offuscano la verità.

La società dell’informazione deve fare i conti con nuove questioni e problemi ed è sempre alla ricerca di nuove regole. I diritti d’autore, il diritto del seguito, la questione plagio, e il nuovo tipo di finanziamenti destinati all'informazione, sono problemi accresciuti a dismisura. Occorre anche aggiungere il conflitto di interessi. Esiste una vasta commercializzazione di prodotti di mediocre cultura e uno sfruttamento politico ed economico/mediatico delle strutture pubbliche culturali, ma il vero conflitto drammatico è tra le esigenze editoriali e di cassa, con la qualità dell’informazione. Maggiore possibilità di comunicazione, traffico caotico di immagini e video non vuol certo dire qualità o veridicità di quanto ci viene sospinto, con autentiche "tempeste digitali". Il nostro cervello le sfiora appena e sembrano tutte uguali ma, se rallentiamo e lasciamo il giusto tempo alla meditazione dei contenuti, ci accorgiamo che ogni tomo è simile all'altro, mediocre, grossolano, con melasse esistenziali di circostanza. La bruttura diventa prodotto digeribile di massa, non appena abbellito come un garage adibito a luogo di festa carnevalizia. Di melassa in melassa, il libro più venduto nelle provincie a nord Milano è La vita sessuale di Gabriele Dannunzio, seguito dai trattati sulla melma dei miracoli di Medjugorje, e da Alla fine cantò il cane di Andrea Vitali, che a Lecco viene indicato come un novello Manzoni, ma solo perché piace alle nonne, ci sono foto in ogni dove, è salottiero paziente e carino. Provate a leggere anche voi e ditemi!!!