24. apr, 2018

Groviglio quotidiano, la modernità è un’utopia.

Tutti percepiamo il dualismo <<essere moderni>> e <<essere terreni>>. Il problema sta nell’incerta definizione di modernità, anzi possiamo dire che la modernità è molto astratta. Quando si iniziò a intravedere un mondo come progetto moderno, non si conosceva la temperatura che avrebbe avuto il mondo moderno, né si poteva immaginare che potessimo arrivare a 9-10 miliardi di umani. Queste due questioni non erano nemmeno immaginabili, ora siamo terrestri, e i terrestri sono tanti e vivono cambiamenti ambientali forse mai vissuti prima. Proprio per questo ci siamo resi conto che essere moderni è un’utopia e che noi Moderni siamo poco futuribili o inadatti al futuro. Perché questo? Perché mentre tutto cambia con rapidità, noi immersi in un materialismo retrogrado, abbiamo bisogno di molto tempo per allertarci sui nuovi fenomeni naturali. Quando noi pensiamo a una società chiusa e immobile ci viene in mente una società statica, incapace di cambiare, di adattarsi al nuovo che avanza e il pensiero va a tempi remoti, invece eccola qui, la stiamo vivendo oggi la nostra epoca arcaica, e se guardiamo bene è questa la più incapace di muoversi, la più ferma di tutti i tempi.