18. apr, 2018

Groviglio quotidiano, la vera morale.

Il grande insegnamento di Michel Foucault: <<questa è l'unica morale che riconosco: rifiuto, curiosità, innovazione.>> Il rifiuto di accettare per buone le cose che ci vengono propinate. La curiosità come voglia di conoscenza profonda. L'innovazione, ovvero, pensare e fare emergere cose mai concepite o immaginate prima. Questa di Foucault è un etica irriverente, audace e affascinante. Oggi abbiamo un estremo bisogno del pensiero irriverente, diverso, originale e creativo. Anche se non produce nulla per il mercato. L’artista, lo scienziato hanno sempre un pensiero irriverente, è il loro mestiere avere pensieri diversi, creare conflitti di idee, vivere per confrontarsi e competere con il pensiero degli altri. Socrate aveva certamente un pensiero irriverente anche quando stimolava il giovane a riflettere, a cercare da solo la propria verità e, da buon maestro, rifiutava di essere lui a indicare un modo di pensare o di catalogare un argomento. Dante è stato irriverente, Galileo e Copernico misero il sole al posto della terra, questo fu terribilmente irriverente. Tutti i grandi artisti e i grandi innovatori sono irriverenti. Il potere economico non mette sul rogo gli <irriverenti>, ma come il cristianesimo ha fatto con gli eretici, esso li uccide come entità pubblica, li isola, li ignora, li degrada economicamente, come oggi fa con gli insegnanti, e con i ricercatori. Non parliamo poi di coloro che innovano troppo, essi, sono incompresi e spesso anche molto poveri o considerati malati di mente.