11. apr, 2018

Le nostre limitate libertà e una probabile fine del mondo.

Perché tanto clamore per le identità commerciate da Facebook?

E' da quando esiste la rete che apro account con nome falso, ma con mail vere, e mi sento colpito da stupidità acuta per questa fissazione inutile di nascondere il nome, il numero telefonico non lo lascio nemmeno se mi sparano dallo schermo del mio pc. Mi sento ridicolo per questo, ma sono ancora più ridicoli coloro che sparano su Facebook per quello che la cronaca ci racconta di recente, (oggi credo che Mark Zuckerberg parlerà dell'accaduto in congresso degli USA), e vediamo perché. Mark Zuckerberg è prestanome di Stato, Fb è azienda di Stato, tutti lo sanno ma nessuno può certificarlo. Il clamore serve per coprire le nefandezze di altri enti internazionali e nazionali, quindi veniamo a ciò che è nazionale, a fatti italiani. Non farò nomi per evitare noie certe, ma un ente bancario invia posta trimestrale a un defunto nel 2005, regolarmente da 13 anni e dopo richieste scritte e allo sportello di chiusura del conto, questo gli serve per avere un data base falso ma più importante. Nello stesso ente bancario (italo-europeo) un amico/cliente ha un conto che è scivolato in rosso, con evidenti difficoltà economiche momentanee, immediatamente ha ricevuto un 7-8 mail di organizzazioni che effettuano prestiti personali legali e probabilmente anche illegali, e la cosa si è protratta nei mesi successivi. Con le banche non ti salva nessuno, quando apri un conto, devono riempire il modulo “profilo dell’investitore” che è il controllo della mucca da mungere e dargli un nome e un punteggio, ma anche il codice fiscale, per cause di forza maggiore, firmando (colmo dei colmi) che hai letto le norme sulla privacy, che guarda caso è elemento nato nell'Europa comunitaria prima ancora che avvenissero questi abusi. Vogliamo parlare delle compagnie telefoniche? Si vendono anche le pulci. Vogliamo parlare delle società di servizi con lo Stato socio? Vogliamo parlare dell' PRA o ACI? Quando ti scade un assicurazione almeno da tre mesi prima arrivano mail di compagnie di assicurazioni che gli sei simpatico se diventerai loro cliente. Per evitare di offenderci da soli, noi di una certa età, dobbiamo pensare che con il Web non si scherza. Che le libertà individuali di cui abbiamo goduto, del rispetto personale che abbiamo esercitato, non c'è più traccia. Ogni cosa che fai sul Web va automaticamente in una "figura pubblica", un'identità a disposizione di chi paga trattandoti come una merce. Anzi sarebbe meglio pensare, che come acquisti un pc o uno smartphone o altro, tu li paghi, ci giochi, ma in realtà sono di proprietà dei gestori di piattaforme web, che entrano nel tuo giocattolo elettronico, e ti fanno giocare come loro vogliono, e ti vendono a chi paga. E' pratico e forse intelligente pensare. che se sei un utente web la tua identità personale diventa pubblica, conviene fare gli account che ti occorrono e in attesa di nuove regole certe fare il bravo altrimenti ti ritrovi dietro le sbarre prima ancora che pensi di compiere un reato. Un altro problema è per chi mette contenuti sul Web, blog, siti, ecc., ecco qui ancora più complicato, in quanto nessuno ti paga ma quello che tu metti online diventa di tutti, tranne di quelli come noi, che non sapremmo come lucrare su tutto il materiale disponibile. Ma sapete quale sarà la fine del  mondo? Non occorre Rasputin a dircelo, essa avverrà il giorno in cui Google deciderà di mettere in giro un app per sole donne, mogli, fidanzate, amanti, che consenta loro di geolocalizzare i rispettivi uomini che invece di stare in ufficio, sono da qualche altra parte ad amoreggiare tra di loro.