7. apr, 2018

Le nostre compagne e l'accantonamento di una morale inadeguata.

Quando i maschi furono certi che l'ovulazione della donna nulla aveva a che fare con l'orgasmo, ecco che la pigrizia mentale ha preso il sopravvento, e le nostre nonne rispetto alle loro ave perserò il piacere del godimento, ai loro uomini non interessò più farle godere. Successivamente, nel dopoguerra, dopo l'apologia della procreazione e gli stimoli economici per fabbricare uomini d'armi, ecco che alcuni illustri studiosi del comportamento umano convinsero il mondo a fare attenzione sui danni psichici del mancato godimento femminile e sugli evidenti danni fisici delle troppe gravidanze. Nacque una forte spinta verso una vera liberazione sessuale, prodotta da un ritrovato benessere e da una rinnovata cultura, e con essa si arrivò, con non poche difficoltà, al controllo delle nascite, anzi all'autodeterminazione della donna in materia di procreazione. La prima conseguenza fu un forte impeto verso una nuova morale che di fatto ha liberato le nostre donne da un'odiosissima etica costringente. Come avrete notato abbiamo vergognosamente riassunto, ma ci scusiamo usando queste menzioni, come preambolo per quello che ci preme significare in seguito. Di fatto negli anni a seguire le leggi sulla contraccenzione e sull'aborto, le nostre coetanee hanno cercato una nuova etica e nuovi rapporti con i maschi, ma hanno capito subito che era bellissimo poter dispiegare le loro fantasie sessuali, che era necessario sentirsi libere, e che nessuna morale è adeguata o non di intralcio a questa necessaria realizzazione di se stesse, e compimento della loro libertà. Noi uomini non avevamo bisogno di questo abbattimento e siamo restati a guardare una repentina quanto furibonda crescita femminile. Chi è veramente interessato alle donne oggi, può assistere al più sensazionale sviluppo della personalità femminile di ogni tempo con le due potenti forze della femminilità: la pulsione sessuale strutturata della donna adulta socializzata e quella sensoriale in divenire, crescente, della donna (bambina) non ancora sessualmente orientata.
Le nostre compagne, i percorsi della fantasia, e gli abissi dell'anima.
Cosa manca al compimento delle libertà della donna? Mancano gli uomini. Spiazzati se ancorati alla vecchia morale, spiazzati da tanta esuberanza, crescita personale, voglia di vivere, di essere. Nella sessualità delle donne di oggi coabitano, come abbiamo accennato precedentemente, due forti spinte o pulsioni (Freud), o voglia di espansione (Nietzsche). Esse possono essere molto semplici e familiari, quando si mostrano nella veste di madri o estranee ed aliene quando sono prese nel godimento dei corpi. Una donna oggi che, più dei maschi, ha abbattuto i limiti della morale tradizionale, vive la sua sessualità "normale" ma è proiettata verso la conoscenza dei lati ignoti in cui si sviluppa il suo desiderio. Il suo essere sociale, sorprendentemente, è del tutto insignificante nell'incontro che essa fa con l'alterità che la abita, con la natura biologica, con l'animalità, con l'eccitazione sessuale. La vita coniugale gli sembra armoniosa, ma presto si insinua in lei il tarlo che questa unica direzione è alienante e gli preclude vivere l'alterità, gli preclude il dispiegamento dell'immensa fantasia, di vivere vita incombente, e avventurosa. La donna di oggi sceglie il proprio partner sapendo bene cosa accontenta la sua intelligenza e altrettanto bene cosa fa decollare il suo desiderio, ma contemporaneamente cerca in lui, complicità per altri spazi vitali, altre fantasie, ed altre ebbrezze. Il compito dei maschi non è comprendere le donne, limitarle, analizzare gli abissi della loro anima, o criticare la voglia di conoscenza di se stesse, è amarle come sono. Esse vogliono essere accompagnate, prese per mano, in un viaggio nell'eccitazione, spesso complicato, spesso pieno di tensioni e tentativi non appropriati. Possono spaventarsi di alcuni aspetti non sempre facili del loro percorso, fatto di fantasie spericolate, contrastanti, rovinose, in un procedere ad elastico tra attrazione e repulsione, tra accettazione e non accettazione dell'alterità animale. Nel realizzare queste fantasie, possono farsi male, provare dolore fisico, ledersi, spaventarsi, accettare o rifiutareper sempre il loro modo di essere femmine. Possono essere vittime di maschi inadeguati, perversi, lesivi, sadici o imbecilli. Dobbiamo essere attenti, da questa realtà per noi uomini così complicata, scaturisce il fascino della loro completezza, e la vitalità che ne deriva produce qualità della vita, che solo le donne possono permettersi di produrre, coinvolgendoci, a volte erroneamente, nel loro unicissimo ed eterno ruolo di portatrici di vita.