4. apr, 2018

La doppia donna ci spaventa, ma quanto è affascinante!!!

La madre affettuosa, e la donna estranea, imprevedibile che vuole godere.
La figura di marito/amante sembra essere la condizione per godere che si perde, paradossalmente, proprio quando il maschio posiziona la donna, quale legittima partner/potenziale, madre dei suoi figli. Perché accade questo? Ci hanno studiato tanti da Freud a Lacan a Laplanche e le loro rivoluzionarie conclusioni le consideriamo un riferimento senza discuterne i contenuti, non abbiamo capacità per farlo, accettiamo le loro conclusioni. Loro ci dicono che l'immaginario della figura maschile di marito, uomo guida intellettuale, di padrone tanto più potente, quanto più amato, crolla nel momento del suo realizzarsi, evapora inesorabilmente. Non ci si può fare nulla, questa è la donna. Molti se ne lamentano, altri dicono che sono forme isteriche, forme patologiche ecc.. Qui pensiamo sia una caratteristica delle nostre compagne, la osserviamo come aspetto della loro personalità, quindi rispettabile, sana, e se mi è consentito un capolavoro della natura. Accettiamo quindi, nelle nostre donne, la figura strutturata di moglie/madre e quella primordiale/animale/imprevedibile, sessualmente non orientata di amante. Esse sono desiderio dell'adulto e contemporaneamente bisogno del bambino. (Freud ci insegna). Come si comportano le nostre donne difronte all'eccitazione sessuale? Le nostre nonne vivevano una chiara scissione tra godimento e amore. Oggi le nipotine vanno in tutt'altra direzione, nessuna separazione, hanno messo il godimento al potere e l'amore "piattaforma" dell'eccitazione e gli uomini sono fregati. Noi dobbiamo ripensare per intero la sessualità e con essa il rapporto tra sessi alla luce di una soggettività femminile nuova, ma oramai attiva e stabile nella nostra cultura. Cosa non comprendiamo noi uomini? Non comprendiamo che a fianco della nostra figura femminile, lavoratrice socializzata, modernizzata, bella e libera, esiste "l'altra donna" legata alla biologia, forse alla capacità di procreare, a una sorta di animalità (Musil ci insegna), di cui l'uomo non riesce a farsi carico in proprio. Insomma l'uomo non può più nascondersi o sentirsi protetto dalla figura ordinatrice del padre borghese. Come accade quando crolla un impero politico è crollato l'impero del maschio borghese. Oggi entriamo nel concetto di isteria applicato al lato animale delle nostre donne, ma nulla sappiamo dell'isteria che colpisce noi maschi. Oggi sappiamo che la sessualità femminile deve gran parte della sua potenza alla maternità, alla gestione della fertilità, e questo inquieta gli uomini, essi non sono più garantiti dalla funzione organizzatrice di padri. L'uomo potrà riprendere il suo ruolo quando la smetterà di nascondersi nella sessualità di consumo, nella pornografia e nella cultura dell'oratorio. Deve far crescere, provocare l'isteria femminile e utilizzarne la forza per comprendere l'isteria propria, solo così riprenderà il suo ruolo.