22. mar, 2018

La gelosia

Chi ci ha visto è Freud: <<la bambina è gelosa della madre perché da lei vissuta con il potere di padroneggiare il padre, oggetto di desiderio della piccola>> A causa di questo la figlia considera il padre di sua proprietà, un suo totale possedimento. Ricordo con piacere questo in quanto leggiamo continuamente fandonie sull’argomento e qui ci piace fare un minimo di chiarezza. Spesso confondiamo la gelosia con l’invidia che un’altra maledettissima questione ma lontana dal nostro argomento. La prima conseguenza delle parole di Freud è che un adulto geloso è un individuo assai poco cresciuto, quindi molto puerile e pericoloso in cui si scatena una vera patologia che sviluppa astio e ossessione. Una sana gelosia, ma anche quella recitata, in una coppia adulta può generare una forte eccitazione ed è uno dei temi preferiti dei migliori film italiani sull’erotismo. Ma eravamo negli anni Settanta, e senza cellulari, oggi la battaglia finisce dentro lo smartphone e quindi anche la sana gelosia precipita nella mancanza assoluta di rispetto. La gelosia non ha nulla a che vedere con i femminicidi o barbaricidi famigliari in quanto argomento, grazie al quale si ottiene, in caso di omicidio singolo o plurimo, comprensione da assassini potenziali cittadini simili, e un notevole sconto di pena sulle condanne da altrettanto barbare sentenze di tribunale. Dichiararsi assassini per gelosia, oltre a nascondere un movente sicuramente da ergastolo, produce notorietà ed esempio per altri maschi potenziali assassini. Una legge, quella in vigore, che mai viene aggiornata in quanto, sugli omicidi a sfondo sessuale/gelosia/matrimoniale, sono tutti protesi verso il perdono e se guardate chi muore sono sempre i più deboli e indifesi (fidanzate, madri, mogli, bambini di ogni età). Vittime di un vero delirio di onnipotenza che prende tanti maschi, come per dare sfoggio di un sentimento/atto che persegue un fine pieno di dignità, quella dignità che in vita il mondo gli ha sempre negato per palesi demeriti, senza negargli però, di ricoprire quel ruolo di fidanzato/marito/padre, che in una società attenta nessuno gli avrebbe consentito di ricoprire per insufficienza mentale. L’Italia è piena di questi maschilismi, fascismi, in maschi procreatori che seguono attenti e solerti i corsi prematrimoniali fatti da pretini imberbi (che famiglia non hanno e nulla di essa sanno), a cui è stato affidato un ruolo sociale che spetterebbe a una vera commissione psichiatrica che esamini e dichiari se un maschio italiano è idoneo o meno a procreare. Se abbiamo una patente di guida veicoli è perché senza essere idonei, uccideremmo altri individui, poiché le morti sulle strade sono inferiori a quelle nelle famiglie è ora che venga introdotto un permesso per diventare padre.