24. gen, 2018

Quando parliamo di morale.

Tutti sentiamo il "bisogno di moralità"!! Questa espressione è già di per se un ossimoro, qualunque cosa risponda a un bisogno no ha nulla a che fare con la moralità, o quantomeno non è una morale appropriata. La moralità non è altro che una manifestazione di umanità innata. Non ha alcun fine, non ha profitto, non un agio e non può essere guidata da una speranza di lucro. Accade, che compiendo azioni oggettivamente buone, ne segua un qualche  utile, ma l'azione morale non può nascere da brama di profitto, in essa, qualsiasi secondo fine è escluso. La morale, anzi la pressione oggettiva verso un comportamento morale è sospinta dall'idea stessa di essere vivi e appartenere al genere umano e condividere il pianeta con altri che ci somigliano. Nella pratica, per quanto un essere umano possa risentirsi per essere stato lasciato solo con la propria capacità di giudizio e senso di responsabilità, è precisamente tale solitudine che contiene la speranza di un aggregazione intrisa di moralità. Speranza, non certezza. La spontaneità e la naturalezza delle scelte di vita, non garantiscono che l'esito sia in linea con una scelta appropriata e meritevole tra bene e male. Possiamo concludere che errori e scelte corrette nascono dalla medesima condizione, e che il terreno da dove scaturisce il comportamento morale è l'incertezza della condizione umana. Solo essendo consapevoli di questa incertezza che i nostri comportamenti giusti o meno giusti hanno un aspetto morale.