16. ott, 2017

Quando si manifesta l’inconscio ecco la fantasia, la sorpresa. Ecco il desiderio!!

Dice ancora il Prof. Recalcati:

<La verità dell’inconscio, in termini di perdita di padronanza si manifesta nel desiderio, si manifesta con un effetto sorpresa> Ma come possiamo definire il desiderio? Possiamo chiamarlo <senso di affermazione> <volontà di potenza> per richiamare Nietzsche, o semplicemente realizzazione. Possiamo ben dire che l’esperienza del desiderio e un evento che ci porta via, che ci trascina, che noi non governiamo. Che noi non controlliamo. E’ qualcosa come sentiamo spesso dire <è più forte di me>, più forte in qualsiasi livello arriva l’evento. Il desiderio genera manifestazioni di ogni genere, le più semplici, le più nobili, le più impensate e le più meschine. Il desiderio si rivela con una volontà più forte di quella che siamo abituati e gestire, una forza che ci supera e ci oltrepassa. Il Prof. Recalcati evidenzia il pittore Morandi come esempio e racconta: <il padre si occupava di vini e aveva deciso che il figlio dovesse continuare quel mestiere e Morandi si trovò in contrasto con il progetto di famiglia per la passione della pittura. Questa sua passione lo travolse a tal punto che lasciò un avvenire sicuro per uno incertissimo>. Qui si comprende come il desiderio di dipingere non è una motivazione dell’Io ma viene da un’altra parte, ovvero dall’inconscio, è qualcosa che ti porta via anche contro ogni ragionevolezza. E’ irresistibile. Questa è l’esperienza del desiderio, o spirito di potenza, o spirito di realizzazione, è una forza nostra, che viene da noi e che ci sovrasta.