30. set, 2017

Tanto è stato detto della felicità, ma ricordiamola.

<Sono felice, ma se me lo chiedi, ecco che non sono così sicuro>.  <Impariamo la vita, ed è subito tardi>. <La felicità è un'interruzione momentanea delle disgrazie che ci colpiscono>.   <Essere felici accade quando realizziamo il nostro senso di potenza>. <Essere felici è quando il nostro inconscio prende il sopravvento sulla socializzazione>. Ecc. Ecc. In molti hanno provato a identificarla.

Queste alcune citazioni di come la filosofia ha trattato e tratta l'oggetto, lo stato di felicità. Scuramente qui non siamo daccordo con Schopenhauer (la felicità un'interruzione delle disgrazie), che trascura quello stato essenziale di felicità minima, che consente comunque un buon vivere. Nei prossimi nostri <pensieri rapidi>, vedremo come nel corso della storia, filosofi, moralisti, ascetici, stoici, e le religioni monoteiste hanno tentato di definire la flelicità. Nessuno sa cosa sia ma essa è come l'eros una forza che si scatena, anzi viaggia sovente con Eros, ed è festa dei sensi e di noi stessi. Bambini, giovani, e vecchi sentono la vita accelerare ed è stordimento senza tempo. Questa è la felicità e quando la intercettiamo, e ne percepiamo presenza e durata, essa ha già esaurita la sua spinta e riprendiamo la lunga attesa di un nuovo <avvento>. Una nuova speranza ci sorregge, forse sta per arrivare!! Ed infine eccola! Una nuova gioia stordente. Una nuova felicità!!