26. lug, 2017

Chiedetevi se siete felici e smetterete di esserlo!!!

Esseri felici, una modesta pretesa che può essere durevole.

Quando siamo felici lo sappiamo!! Quello che non sappiamo, invece, è come fare per diventarlo.  Mill, diceva: <chiedetevi se siete felici e smetterete di esserlo!!> La felicità come stato di tale benessere in cui le domande non occorrono, uno stato di vita piena, realizzata totalmente. Per Aristotele era il maggiore dei beni umani, per altri era un bene divino, per Teresa d’Avila era un elevato stato di sofferenza mistica, per Shopenhauer era una pausa della vita come sofferenza. Tutti i filosofi sono daccordo che la felicità è un bene dell’umanità ma non sono affatto daccordo su come sia possibile conquistarla. Ogni filosofo ha una ricetta per come sia possibile conquistare la felicità, strade semplici, strade complesse, ma tutte molto convincenti. Qui noi non siamo interessati a trattare le strade della felicità, quale bene supremo o assoluto, ci <contentiamo> di alcune forme di felicità di <basso taglio> meglio identificabili con <buon vivere> svegliarsi di buon umore, essere gentili, altruisti benevoli ecc. Insomma di quello stato di perenne bellezza di essere, non in senso assoluto, ma che ci distingue dagli accigliati, arrabbiati, aggressivi che in attesa della grande felicità, sono sgarbati, a volte villani, che, in attesa della grande felicità, pregiudicano lo stato di benessere durevole, di coloro che, magari per sola conoscenza di vita, sono invece sufficientemente allegri da meritarsi l’appellativo di <conoscitori del buon vivere>. Materia questa, insegnare a vivere, che forse dovrebbe essere presente in tutti i programmi di ogni livello scolare. Qui, ripeto, non siamo interessati a quegli stati di ebbrezza come ad esempio un grande amore, unico amore, amore assoluto, ma una serie di piccole passioni, che se ben vissute, donano quel piacere di vivere che spesso ci manca. Insomma, nessuno dovrebbe essere la zitella, che in attesa del principe azzurro, rifiuta tutti gli onesti pretendenti per poi accorgersi che non solo il principe azzurro non arriva, ma è scomparsa per cause naturali anche la file dei modesti pretendenti.