15. giu, 2017

Come moderare la spinta tecnocratica

Occorre difendere e promuovere la cultura, essa si nutre del superamento delle mancate convergenze tra scienza e cultura umanistica. Occorre mantenere e ripotenziare una missione insostituibile che è la presenza concreta, la relazione tra individuo e individuo, tra insegnante ed insegnati. Il dialogo, deve tornare ad essere il luogo dove vengono sopiti i malintesi. L'insegnante deve poter riconoscere la qualità umana dell'allievo, e di manifestare nei suoi confronti umanità, benevolenza, escludere giudizi sommari e le fonti di disprezzo. Insegnando la comprensione genera la necessità immediata della comprensione nella classe, generando così, quel circuito benevolo di compresi che hanno facilità a comprendere. Quella dell'insegnante è una missione personale, cosciente che la vera sciagura è l'umiliazione degli altri, infatti la cosa più terribile nelle relazioni umane è la reciproca umiliazione. La passione per l'insegnamento genera antidoti al circolo vizioso delle umiliazioni, ed innesca il virtuoso reciproco ricnoscimento. Per moderare la spinta tecnocratica serve che l'educazione, che mira a comunicare conoscenza, smetta di disinteressarsi o meglio a celare le sue difficoltà, deve insegnare a gestire l'errore, l'illusione. Deve non solo propagare conoscenza, ma deve far conoscere cosa è veramente la conoscenza, quella vera che aiuta a vivere. Imparare la vita è la filosofia di tutte le filosofie.