28. mag, 2017

L'insegnamento della storia in Europa, e l'integrazione possibile.

A seguire le considerazioni scritte in precedenza sulla comprensione, possiamo dire che l'insegnamento della storia, attualmente disintegratore per allievi provenienti da altri continenti, potrebbe rivelarsi <integratore> se diventa l'insegnamento della storia della formazione di un'Europa unita, multiraziale e multiculturale. Occorre mettere mano ai programmi. La difficoltà di integrazione possono generare estraneità al clima scolastico ma anche e soprattutto, insuccessi scolastici, malessere, sofferenze e possono spngere a ricercare identità diverse, organizzare rivalse e questi stati dell'essere sono all'origine di stragismi ripetuti o atti di guerra non dichiarata ma sempre contro la vita sociale dominante. Il circolo del rifiuto e del rifiutato che rifiuta è un pericolo sociale. Gli insuccessi, gli isolamenti,le violenze non sono soltanto una realtà dei discendenti di emigrati o di giovani appartenenti a bande, ma possono essere entro le etnie che ossessionate dai propri tradizionali costumi e di figli di famiglie socialmente deboli, in difficoltà verso la società a cui appartengono ma anche con difficoltà dentro le famiglie (padri ubriachi, violenti ecc.). Ogni allievo, in tutte le categorie, quando c'è una debolezza dell'autorità, un'ingiustizia o una forte turbolenza, è potenzialmente aggregabile a gesti di terrore, gesti armati se non all'esclusione e penalizzazione. Altro terrore viene all'interno della coabitazione scolastica, terrore che viene quando alcuni allievi diventano vittime di altri allievi. Qui ora, occorre parlare della classe insegnante, che prima di ogni altro pezzo di società, subisce il quantitativo che scaccia il qualitativo, l'umanesimo che regredisce sotto la spinta del tecnico-economico. Il calcolo, le statistiche, i sondaggi, le crescite-decrescite economiche invadono tutto, un insegnante deve costare poco e produrre molto ma qui non siamo nella meccanica, il tecnocratico nell'insegnamento non può diventare il pensiero dominante è inadatto o addirittura deleterio, produce il nulla.