24. apr, 2017

L'incomprensione è fonte di conflitti e i conflitti generano incomprensioni.

La comprensione umana chiede apertura verso l'altro, chiede empatia, simpatia.
Vicino o lontano, essa riconosce l'altro nello stesso tempo come simile a sé e differente da sé. Simile per la sua umanità e differente per la sua singolarità personale e culturale. Il riconoscimento delle qulità umane dell'altro è condizione necessaria e indispensabile di ogni comprensione. Questa qualità è indispensabile nel quotidiano e si manifesta nel saluto, nella gentilezza, nella cortesia, nell'accorciare le distanze. Un semplice buongiorno signore/a rivolto al vicino, allo sconosciuto durante una passeggiata, o in un ufficio pubblico è, appunto, un segno elementaare di riconoscimento dell'altro, che diventa cordialità se a esso segue anche una banale conversazione sul tempo o altre amenità simili. I genitori e gli educatori non dovrebbero mai smettere di insegnare la cortesia, ma hanno torto ad imporla come regola o obbligo sociale. Occorre insegnarla come strumento nevcessario di riconoscimento dell'alterità. Uno dei bisogni individuali più profondi del genere umano è prorio quello di essere riconosciuto dagli altri, mentre subito dopo arriva la realizzazione delle sue aspirazioni. L'incomprensione regna nelle relazioni umane, imperversa nel cuore della famiglia e nella vita di coppia, nel cuore delle attività lavorative, tra le religioni e tra i popoli. L'incomprensione è onnipresente, planetaria, genera malintesi, scatena il disprezzo e l'odio suscita violenze e partecipa alle guerre. Ovunque si è diffuso il cancro dell'incomprensione, e il mondo degli intellettuali che dovrebbe essere quello più comprensivo, è il più incancrenito. Ipertrofia dell'ego, bisogno di consacrazione, bisogno di gloria generano incomprensione voluta e strutturata. Nel campo della filosofia le incomprensioni hanno creato distorsioni di pensiero e giustificazioni a stermini razziali, tragedie e dolori esisitenziali rilevanti. Ci sono stati secoli di incomprensioni. Non sono solo le nostre vite personali ad essere detriorate dalle incomprensioni, è il pianeta intero a soffrirne. Il nostro pianeta richiede in tutti i sensi reciproche comprensioni, esso vorrebbe rispetto e attenzione e noi generiamo processi di modificazione strutturale delle condizioni climatiche e di vita, tali da mettere in discussione la stessa continuità delle condizioni necessarie di sopravvivenza. L'incomprensione è fonte di conflitti e i conflitti sono fonti di incomprensioni. L'incomprensione ha i germi della morte.