18. feb, 2017

Impariamo ad evitare l'ansia che i media ci creano per espandersi.

Queste crisi allo stesso tempo rivelano e oscurano il problema di ognuno e di tutti: come vivere la propria vita, come vivere insieme agli altri. Queste crisi fanno progredire errori, illusioni, incertezze, incomprensioni e non opponiamo alcun insegnamento per smitizzarle e renderle vivibili. La parola crisi nel nostro linguaggio contemporaneo ha preso derive in tutti i campi, sociali politici ed hanno acquisito il significato di incertezza, quella incertezza che spesso viene aumentata e che mette ansia e aggressività verso  i più deboli producendo disintegrazione sociale. Questa disintegrazione può essere combattuta solo dallo sviluppo delle forze innovatrici e creatrici del nuovo che possono trasformare e rigenerare tutto il sistema sociale. La crisi dell’educazione deve dunque essere concepita nella sua propria complessità, che rinvia alla crisi della complessità sociale e umana, crisi che essa traduce e aggrava. Nello stesso tempo in essa potrebbero emergere quelle forze in grado di ribaltare la crisi sociale. Potrebbe formare adulti più capaci di quelli di oggi, più capaci di affrontare il proprio destino e far fiorire il proprio vivere, più capaci di conoscenza specifica, di comprendere le complessità umane, storiche, sociali e planetarie che non do9bbiamo dimenticare. Ma anche capaci di riconoscere gli errori e le illusioni nella conoscenza, nella decisione e nell’azione e oggi anche più capaci di contenere le incertezze dell’avventura umana. Saper vivere, problema di ognuno di noi, è nel cuore del problema e della crisi dell’educazione.