22. dic, 2016

Le polemica nelle scuole sui costumi religiosi ha spaccato anche la laicità.

La laicità modello Novecento è ora esaurita. Le discussioni sui costumi religiosi in ambito scolastico ha di fatto diviso anche i laici, ad esempio sulla evidente questione del velo o non velo degli studenti islamici ci sono ancora due schieramenti uno integratore e l’altro intransigente. In effetti si pone una questione più profonda sulla natura della laicità, l’istitutore dell’inizio del ventesimo secolo era ancora di stampo illuminista, il suo ruolo educatore e civilizzatore era legato alla sua battaglia contro il monopolio religioso per creare un pensiero moderno. La sua fede era religione/scienza/progresso e ognuna di queste trainava le altre. Oggi il nemico religione è cambiato e in ripiegamento, la scienza rivela ambivalenze pericolose e la ragione deve diffidare della razionalizzazione ed il progresso non è più assicurato o garantito. Inoltre tutto l’insegnamento nel suo insieme è preso in contropiede dai media e dalla rete e a volte reagisce con il disprezzo di uno o dell’altro per il fascino che essi suscitano sugli allievi e sulla società nel suo insieme. Soprattutto Internet che fornisce una gigantesca mistura di saperi, dicerie, credenze di tutti i generi, una specie di scuola selvaggia che si riversa sulla scuola tradizionale che conserva il ruolo di formatore delle nuove generazioni. Il disagio del corpo insegnante è notevole. La scuola pubblica è oggetto di concorrenza, accerchiata, asfissiata e assediata dai media e sempre più da Internet. I bambini, gli adolescenti apprendono la vita all’inizio dalla famiglia, dalla strada, poi dai media, la televisione soprattutto (i giornali sono poco letti in casa), e sempre più da Internet vera enciclopedia delle enciclopedie a volte informazione altamente selvaggia falsa propagandistica e altro ancora. Sentiamo dire che l’educazione è malata ma è raro sentire che la sua malattia è fatta da diverse malattie e tutte pesanti da curare, considerano la loro disciplina separate dalle altre ma è proprio questa separazione la malattia più grave. Quello che più viene ignorato, e dagli insegnanti, e dagli studenti e dalle famiglie, sono i buchi neri nei programmi, che producono carenze nella formazione. Di conseguenza sono i saperi fondamentali a dover essere potenziati o reintrodotti dove sono stati messi alla porta, affinché costituiscano un aiuto al «saper vivere» di cui si ha grandissimo bisogno.