9. dic, 2016

Quando parliamo di crisi dell’educazione di cosa ci stiamo veramente occupando?

..continuazione:

Prima di Internet.

Prima di Internet, i media e in particolare la televisione, erano scuole selvagge che facevano concorrenza alla scuola pubblica; oggi la rete è l’enciclopedia dove tutti i saperi sono a disposizione del giovane <visitatore> che può opporre il suo sapere web al sapere dell’insegnante. Questo dovrebbe trasformare la lotta di «classe» in collaborazione di «classe», ma quali i metodi pedagogici funzionerebbero in tal senso? Contro l’aggressività e il disinteresse degli studenti occorre far ricorso alla psicosociologia? O addirittura alla psicopatologia? Tutti senza molta fantasia pensano che una cooperazione interdisciplinare tra insegnanti permetterebbe di trattare meglio le realtà separate nelle discipline. Bisogno saper vedere la crisi dell’insegnamento inseparabile dalla crisi della cultura in generale. Nel corso del diciannovesimo secolo è cominciata una dissociazione, divenuta poi disgiunzione, tra le due componenti culturali, la scientifica e l’umanistica. La cultura scientifica produce conoscenze che non vengono più filtrate dalla cultura umanistica. La cultura scientifica conosce oggetti, sviluppa la tecnica, ma ignora il soggetto che conosce e manca di riflessività sul divenire incontrollato della scienza e della tecnica che sviluppa. La frammentazione delle conoscenze in discipline e sotto-discipline aggrava l’incultura generalizzata. Da qui la necessità urgente di stabilire una comunicazione, un legame tra le due branche separate della cultura. Accade invece che viene esercitata una forte pressione sull’insegnamento nelle classi secondarie e superiori per adattarlo ai bisogni della tecnica e dell’economia e a restringere altri interessi che possano creare individui critici di cultura più ampia.