24. nov, 2016

Le informazioni/nozioni ci arrivano da fonti infinite, come le utilizziamo?

Apprendere ad apprendere!!!

Non basta più una riforma del nostri sistema di educazione, ma il suo superamento. Quello che deve essere superato, deve anche essere conservato e se conservato va riutilizzato e rivitalizzato. Questo ci obbliga a ripensare non solo la <missione> dell’insegnante ma anche di ciò che è insegnato. Se insegnare vuol dire insegnare a vivere, come ci ripete Rousseau, è necessario individuare le carenze e le lacune dell’insegnamento attuale, per affrontare i problemi vitali come l’errore, l’illusione, i dogmi e la parzialità della comprensione umana e delle sue incertezze. Qui vogliamo sviluppare tutto ciò che significa insegnare a vivere ai nostri tempi, che sono i tempi di Internet, delle libertà difficili. Una civiltà, la nostra, dove siamo spesso disarmati, strumentalizzati nella nostra era <planetaria> dal punto di vista delle società umane. La scuola non fornisce le difese per affrontare le incertezze dell’esistenza, per affrontare l’errore, non fornisce le difese contro l’illusione, l’accecamento da superstizione e le spinte delle manipolazioni. Essa insegna in modo molto lacunoso a vivere ma non a ben vivere. Le nostre università forma una porzione troppo grande di specialisti di discipline predeterminate, artificialmente promosse, mentre una gran parte di attività sociali, come lo sviluppo della scienza, richiedono uomini capaci di vedute ampie ed angoli di focalizzazione più complessi oltre che responsabilità di trasgredire le frontiere storiche delle varie discipline.