20. ott, 2016

I pazienti freudiani in lotta tra sogno e realtà e i pazienti di oggi che non riescono a sognare.

Sono cambiate le nevrosi. Dice il Dr. Recalcati: «il paziente freudiano classico esiste ancora ma è come un dinosauro verso l’estinzione» esso soffriva di difficoltà a manifestare il proprio desiderio difronte a realtà sociali avverse, difronte a culture oppressive. La, nevrosi, grande nemica di Freud era generata dallo scontro tra sogno e realtà, tra il principio di piacere e il principio di realtà, tra quello che desideriamo e gli argini che la società, la famiglia, la convivenza tra umani ponevano. Sta qui lo scontro da cui scaturiva il disagio della civiltà ai tempi di Freud. Oggi tutto questo è quasi scomparso. Oggi i tossicomani, i depressi, i perversi, per lo più giovanissimi il loro problema non nasce dal contrasto tra sogno e realtà ma dall’assenza del sogno. Il tema non è dialettica difficile tra sogno e reale, ma il fatto che desiderare è difficile. La depressione come condizione è sentire come la vita non ha più senso, che il futuro è come risucchiato dal passato, che tutto è già stato, tutto è inutile, tutto fu. Il depresso non ha avvenire all’orizzonte. Sempre il Dr.  Recalcati: «il depresso è come un viaggiatore seduto in stazione ad aspettare il treno, in uno scalo dove i treni non passano più da anni». Al posto del dinamismo vitale c’è il deserto.