Vivere bene: la filosofia della filosofia

18. apr, 2019

In questa fase, metto attenzione agli ecologisti, agli specisti, agli alternativi, ai vecchi idealisti, alle sessantenni anorgasmiche o senza la percezione del limite. Nel frattempo dipingo affetti e luci, e continuo i miei studi di schizzata sociologia con assoluto estremismo. Nessun uomo normale, modaiolo e di interessi definiti potrebbe capire il dolore per le occasioni perse dalla mia generazione, ho vissuto nella logica di un ego libero nella sua disorganizzazione sistematica. Tuttavia rivendico questo stato di cose, le adoro, intercetto anche l'inescrutabile e molto prima degli altri. Il mio dolore per chi vive male e che con pochissimo potrebbe essere felice, la mia devozione verso le donne madri e lavoratrici e casalinghe e amanti e che trovano il tempo anche per girare il mondo, il mio dolore per chi viene schiavizzato perché più debole, sono solo alcune idee ossessive delle'eterno dramma di un'umanità mancata. Le mie idee sulla psicanalisi sono secondarie e spesso approssimative ma mi tengono alto il livello di attenzione verso gli altri e basso il senso di immortalità che colpisce quasi tutti. Cerco di capire come siamo in ogni tipo di relazione di potere con cui entriamo in contatto. Cerco di estrarre concetti da una parte della conoscenza per trasferrirli in un'altra, pur sapendo che nove volte su dieci questa operazione è un fallimento. Può sembrare una cosa da poco, ma i transfert concettuali dalla filosofia e dalla psicoanalisi alla vita reale non sono affatto scontati, anzi spesso diventano traumatici. Passare dalla soggettività all'oggettività è impresa epica e spesso infelice. Ad esempio io sono convinto che la poesia sia come una medicina, dovrebbe essere prescritta, oggi questa, domani quella, la successiva a colazione, eppure, nonostante io la consideri così importante, mi succede molto raramente di leggere qualche verso. Il punto non è che non ho occasioni per farlo ma che queste mi sfuggono e poi mi dico: è andata. Stessa cosa per la musica: è altrettanto fondamentale, ma può capitare persino che per intere settimane mi dimentichi della sua esistenza. Il film sul Tintoretto? Grande convinzione che era da non perdere, anche se per soli tre giorni nelle sale, e giù, tante imprecazioni per averlo mancato. Tutto questo nel privato ma sul lavoro, ancora peggio. In  Eutrolog Spa di Cantù, specialista in robotica, erano li a darmi del pericoloso, facevo spendere troppi soldi in prototipi che piacevano a tutti e soprattutto al management. Tutto questo crea problemi e allora ho ricominciato da capo in una dialettica della moderazione. Un atteggiamento più libero in una specie di stato di grazia tra essere visionario e realista insieme. Smetto l'ossevità di capire e lascio fare di più agli altri, mi impegno in attività libere e sfuggo a qualsiasi cosa somigli ad un'analisi di persone o di macchine. Oggi quando qualcuno comincia un'attività con me, personale o lavorativa, io insisto che la cosa più importante è che la faccenda funzioni. La regola prima, per le due parti, è che ognuno è libero di recedere in ogni momento. Le cose o funzionano oppure vanno interrotte. Se io non miglioro la vita di una donna è bene che lei se ne vada altrove. Se io non produco un'innovazione che diventi redditizia è inutile proseguire. Ho costruito una vera gabbia per le idee, gli impedisco ogni forma di esposizione.

3. apr, 2019


Da giovanissimo avevo una ragazza che amavo molto, ma la relazione finì. Cosa successe? Intervenne per la prima volta il me filosofo.
Inveivo contro quella ragazza e il me filosofo intervenne bruscamente: <<è meschino parlare in questo modo di qualcuno che hai amato tanto>>. E ancora: <<ti stai prendendo in giro spiega, la verità è che ti ha lasciato perché sei diventato prevedibile, noioso>>. Come prevdibile? <<non solo il mondo è una storia che ci raccontiamo, lo siamo pure noi>>. Il filosofo continuò: tutti non facciamo che ripeterci l'un l'altro chi siamo. Presupponiamo, diamo per scontato, io confermo a te e tu confermi a me. In questo modo reiteriamo le stesse cose, le esauriamo, stressiamo le nostre relazioni, e ci annoiamo a morte. Fu questo il mio primo incontro con la filosofia e da allora ho iniziato, come insegnavano gli stoici, a osservare me stesso e quello che mi circonda con più distacco minore agitazione e maggiore attenzione al comportamento più che ai risultati. In effetti siamo costantemente alla ricerca del riconoscimento e contemporaneamente restiamo prigionieri del modo in cui ci vedono gli altri. Vogliamo riconoscimento, vogliamo approvazione, un like ci viene concesso solo al prezzo di imporci un'identità che fatalmente replichiamo. Essere famosi, alla fine è la prigione più dura, non a caso una bellissima attrice vive vecchiezza più complicata di una donna anonima. Pensiamo a quel cantante e a quell'attore comico che sono costretti a ripetere per tutta la vita gli stessi ritornelli o le stesse gag, o magari conservare il ciuffo o lo stesso trucco a novant'anni. Che tristezza. Questo ripetersi ci indebolisce. Occorre cancellare la nostra storia personale, in questo modo nessuno dei nostri pensieri potrà imprigionarci. Non avere aspettative e non idealizzare gli altri, non lasciare che gli altri abbiano delle aspettative nei nostri confronti o ci idealizzino. Non dare per scontato chi ci circonda e non farci considerare a nostra volta scontati. Essere sempre attenti e disposti a cambiare la nostra visione degli altri quando è necessario. Un leopardo sa come restare libero, fluido e imprevedibile. Non si aggrappa alla sicurezza di un’identità, la nasconde, sembra che dorme e invece scatterà in un'azione fulminea. Cancellare la storia personale è l'arte di essere li a portata di mano, e contemporanemente non essere afferrabile. Conservare la libertà di essere fluidi, di essere e non essere, di essere costantemente qualcosa, qualcuno e anche il contrario di questo. L'imprevedibilità è un'arte come la pittura, occorre talento per compiere una buona azione, essa sarà così appagante da diventare, essa stessa, un grande risultato.

21. mar, 2019

Il capitalismo è entrato in una nuova era, per capirlo e contrastarlo, dobbiamo vederlo con occhi nuovi. In vent’anni esso si è rivoluzionato, è invadente e subdolo e noi non siamo attrezzati per contrastarlo. Ci sta modificando, si è appropriato della nostra individualità e ci porta a comportamenti che esso desidera, ci ha tolto il potere decisionale, ci ha tolto il libero arbitrio. La mia generazione ha vissuto questa trasformazione tra sconcerto e fatica di comprendere, ma se negli anni Settanta eravamo noi a decidere il 90% della nostra vita, oggi non siamo neanche al 10%. E’ morto il nostro inconscio, è morto il nostro desiderio che ci diversificava dagli altri, siamo diventati solo un User (utente). Il capitalismo si è impossessato delle nostre identità offrendoci inaspettati regali di comodità, ha prodotto quello che ci piaceva e oggi è in grado di predeterminare i nostri comportamenti ed esso produce prodotti mirati ai nostri consumi futuri. Essi hanno strumenti per catturare e controllare il comportamento umano con lo scopo di creare nuovi consumi. La produzione di beni e servizi è subordinata a un sistema di modifica delle nostre esigenze e dei nostri comportamenti. Quando facevamo gratis l’account Google o Facebook e non comprendevamo cosa volevano venderci, era perché la merce variegata eravamo noi. Oggi non abbiamo armi, ne testa per comprendere questo inumano cambiamento, non sono le democrazie ad essere in pericolo ma le nostre scelte di vita, la nostra capacità di essere differenti e non omologati a gregge di consumatori.

8. mar, 2019

I media riprendono ed enfatizzano una vecchia frase (considerata shock) di Berlusconi, "Mi fa schifo una italiana che va con un negro". Niente di più sbagliato, è una frase normalissima nel becero maschilismo di casa nostra. Se si amoreggia con una signora che, prima di noi, ha avuto un amante maschio bianco non fa schifo, se invece ha avuto un amante nero viene la nausea e il voltastomaco. Tutto nel rispetto delle signore naturalmente. Il filmato contenente questa amenità berlusconiana era agli atti di uno dei processi delle "olgettine" e l'argomento torna di gran moda con l'esplosione del razzismo degli ultimi tempi (più che esplosione, ora che il razzismo è al governo è perdita di pudore). Fu una delle avventure di Balotelli con biondissime quanto avvenenti ragazze milanesi a far dare da matto all'illustre presidente meneghino. Quello che nessuno dice, perché i giornalisti non se la sentono per troppo coinvolgimento, è come tutti i bianchi italiani, maschi, adulti, amano giocare tra di loro in amenissime attività ludiche: bicicletta, festa della vespa 50, festa della Cadillac, festa dei cacciatori, tornei di calcetto, mostra degli uccelli (volatili), tornei di golf, spettacoli da stadio, circuiti di formula uno, sport estremi, gare agonistiche matoriali con tanto di dopaggi, ecc. ecc., tutti con le loro tutine stretch. E cosa fanno le signore mogli, fidanzate, amanti, durante i giochi dei loro uomini? Si annoiano terribilmente e se potessero li cornificherebbero con chiunque bianchi, neri, romani, sabini, siciliani, gialli, basta che sono interessati sul serio al genere femminile. Ecco, questa è la fonte del malore maschile che genera razzismo. Odiano i neri (che in maschilismo sono perfettamente uguali ai bianchi, se non peggio) che, non potendo permettersi di giocare anche loro tra maschi (purtroppo sono poveri in canna), hanno tempo per togliere la noia alle femmine dei "bimbetti di mamma" italiani del nord, che restano tali fino a 60 anni. Preoccupazione maschilista al governo quindi, più che razzismo, altrimenti chi farebbe i lavori sudici che i giocherelloni italiani hanno completamente dimenticato da decenni? La guerra ai negher è necessaria per fargli capire di stare lontani dalle supercattoliche italiane assai cedevoli se arrabbiate, e ancora più necessaria, per disporre della loro manodopera a infimo costo. Era così con Berlusconi, era così con Renzi e resterà ancora così. Sopra: La noia di autore ignoto.

20. feb, 2019

Ci sono app che creano frasi amorose ad hoc, altre che "aggiustano" le foto romantiche una addirittura, verifica attraverso le impronte digitali la compatibilità della coppia. Del resto, non stupisce visto che l’amore oggi nasce e spesso viene vissuto sul web. Secondo dati recenti, ogni settimana oltre un milione e mezzo di incontri di coppia nascono da un contatto sulle app di dating e ogni giorno ci sarebbero approssimativamente ventisei milioni di contatti. E gli italiani, stando a quanto viene rilevato, sono tra i più attivi in Europa. Mentre prima ci si conosceva in palestra, sul lavoro oppure ad una festa di compleanno, oggi ci si conosce su Tinder, Badoo o Meetic con la possibilità di raccogliere tante informazioni sull’altro. E solo dopo si decide se incontrarsi o meno. Fare lo shopping online di signore piacenti è divertente e comodo. I siti di incontri creano questionari, fanno inserire foto, una vera e propria raccolta d'informazioni, un pedigree che non trascura preferenze e necessità e se il soggetto che in qualche modo aggancia quello o quella che sembrano giusti, se così non sarà, ecco eliminato con un click e via con il successivo. Fantastico!! Non occorre nemmeno riaccompagnarlo.a casa. Per le tante coppie asessuate per assenza di desiderio e quelle che invece possiamo definire "separati in casa" la chat è un ammiccante afrodisiaco. Nel primo caso è solo distrazione, nel secondo rende praticabile quella condizione di vita difficile e assai schizofrenica anche per lunghi periodi. Essere connessi con una persona esterna è una necessità e anche un modo di vivere lo "stare insieme". Amoreggiare sensa fisicità è curioso e anche godibile nell'immediato, ma Eros subito dopo chiede di non essere solo virtuali, chiede calore, chiede emozione del momento, chiede odore, chiede due corpi che si toccano e si scaldano. Questo accade da quando esiste l'uomo, e a questo si è unita l'opportunità unica e grandiosa che il web, come strumento, avvicina individualità che mai si sarebbero incontrate senza di esso. Si creano più coppie che godono affinità, congenialità fisica e mentale e questo è solo un buon inizio e quando sapremo sfruttare meglio l'essere online, potremmo assistere ad una maggiore soddisfazione e stabilità di coppia.