11. ott, 2019

Il fascino della guerra semiautomatizzata.

Nel 1970 gli americani per interrompere rifornimenti a Ho Chi Minh  disseminarono in alcuni luoghi centinaia di oggetti elettronici in grado di rivelare presenza umana e venivano bombardate alcune zone, apparentemente senza motivo, che invece erano azioni frutto di tante informazioni trasmesse da questi strumenti. Queste operazioni costarono troppo e non ebbero gli effetti desiderati, ma il fatto la dice lunga sulla natura di una guerra in cui l'automazione ossessiona. Da allora il fascino di una guerra semiautomatica è andato sempre in crescendo. L’idea di raccogliere dati dai sensori, processarli tramite algoritmi sempre più raffinati e capaci di agire più velocemente del nemico è al cuore del dibattito militare tra le principali potenze mondiali. E oggi la cosa è amplificata dai nuovi sviluppi in materia d’intelligenza artificiale. L'altro giorno si leggeva: <<L’intelligenza artificiale è pronta a cambiare la natura stessa del campo di battaglia del futuro, ha dichiarato il dipartimento della difesa degli Stati Uniti nel suo primo documento strategico relativo all’intelligenza artificiale, del febbraio 2019>> (fonte ADN Kronos). L’attrattiva dell’automazione è evidente: i robot sono più economici, più resistenti e più sacrificabili dei militari umani, ma che sarà dei civili? Attività altrettanto febbrili sono in corso in Cina, un paese che ambisce a diventare leader mondiale nel campo dell’intelligenza artificiale entro il 2030, e in Russia, dove il presidente Vladimir Putin è noto per aver predetto che chiunque diventerà leader in questo campo diventerà il dominatore del mondo. Ma il paradosso è che l’intelligenza artificiale potrebbe allo stesso tempo squarciare e rafforzare l'impercezione della guerra, permettendo di condurre un conflitto con una velocità e una complessità che lo renderebbero sostanzialmente oscuro per gli esseri umani. Questo ci dice che non distingueremo chi aggredisce da chi si difende. E ancora, cosa accadrà ai civili? La storia è piena di stermini di massa per armi invisibili o errori di mira dei bombardieri aerei e non. L'Intelligenza artificiale è un’espressione generica e imprecisa che copre una gamma di tecniche che vanno dai sistemi di rispetto (o non rispetto delle regole), all’apprendimento automatico dove i computer insegnano a se stessi a svolgere alcuni compiti. L’apprendimento "modulato" è un potente approccio all’apprendimento automatico, e coinvolge molti strati di reti neurali modellate sul cervello e si è dimostrato particolarmente efficace per i compiti più disparati come la traduzione, il riconoscimento di oggetti e le esperienze ludiche. E ancora, chi proteggerà gli ignari civili? Le generazioni future dovranno vedersela con i più subdoli e rapidi stermini di massa di ogni tempo, a meno che gli strumenti elettronici e i tanti software non riescano a modificare in meglio il cervello umano, per un aggiornamento rapido, che lo renda idoneo a creare gli antidoti necessari per combattere i tanti candidati che combatteranno tra loro per tiranneggiare sull'intero pianeta terra.