12. ago, 2019

Rompere le logiche di potere e la filosofia mutante.

 

Sconfiggere il risentimento. Dal pensiero nomade di Nietzsche, al divenire animale e divenire donna di Deleuze , al divenire cagna di Villani. Quindi uscita dai dualismi, uscita dalle logiche binarie, non più l’uno che diventa due, occorrono multidirezioni, abbandonare ogni determinazione di genere, razza, gerarchia, dialettica abitudinaria, ecc. Entrare in uno spazio creativo dove tutto è possibile.

L’istinto è stato subordinato all’intelletto e l’intelletto alla morale. Il nostro intelletto ha bisogno di addomesticare i corpi, e ovunque troviamo assimilazione in una specie di cannibalismo dello spirito a cui l’istinto è stato reso dipendente. In che modo i corpi conoscono altri corpi e ne fanno esperienza, ne conoscono affetti ed emozioni? La P.ssa Villani nel suo <<Corto circuito del risentimento>> parla del corpo come di una <<cartografia delle cicatrici>> non in senso di sanguinamento ma nel senso dei segni del vissuto. Questa cartografia delle cicatrici diventa una vera ontologia del presente. È da queste, ovvero dai segni materiali e carnali, che occorre cominciare. L’anima la si crea a partire dalle ferite, dalle tracce, dalla violenza di qualcosa che costringe a immaginare un altro mondo o un altro modo di essere.  Occorre tornare a sentire, esplorare ciò che non si è più capaci nemmeno di immaginare per far insorgere un altro presente. Dalla filosofia mutante ecco la vita come mutazione dei corpi che si aggregano e si compongono tra loro. Fanno muta dunque, e ad essere messe in gioco sono le relazioni di potere. Dal pensiero nomade di Nietzsche, al divenire animale e divenire donna di Deleuze , al divenire cagna di Villani. Quindi uscita dai dualismi, uscita dalle logiche binarie, non più l’uno che diventa due, occorrono multidirezioni, abbandonare ogni determinazione di genere, razza, gerarchia, dialettica abitudinaria, ecc. Questo è il passaggio centrale della P.ssa Villani:  << Il divenire-animale della filosofia mutante e del pensiero nomade non può che convergere in un flusso di divenire-cagna della metamorfosi, dato che l’animale-donna è categorizzato come animale inferiore e schiavo, animale riproduttivo e disponibile all’altrui godimento e, come i cani, le donne sono state ammaestrate a restare ai margini, ai margini di ogni muta. Come l’animale, la donna viene schiacciata nel grande altro soggetto che esercita il potere secondo le sue logiche consuete. Ma nell’ibridazione del cane e della donna, nel divenire-cagna dei processi di metamorfosi che richiama la formula Cyborg di D. Haraway  evidentemente  si mette in atto un passaggio/frattura, un passaggio rivoluzionario, un passaggio sovvertitore di senso chiamato a smontare il gravame di una colpa gerarchicamente imposta e funzionale ad ogni idea di presa del potere>>. Nel divenire-cagna della metamorfosi, dove si incontrano una filosofia mutante e un pensiero nomade, è possibile immaginare un mondo e una filosofia differenti, che mettano in parte le rivendicazioni identitarie della gerarchia come riferimento, bensì nel costruire istituzioni, ovvero spazi di soddisfazione possibile, con i più ampi margini di gioco e spazi d’agire.