28. giu, 2019

Carola Rackete e le mute di Elias Canetti.

il 29 maggio abbiamo parlato di quanta potenza ha in se il divenire donna, e della sua somiglianza al formarsi delle mute. Carola Rackete, al centro di un interesse continuo in questi giorni, è un grande esempio, una forte similitudine. Questo divenire donna e questa "muta", come ci dice Canetti, nella sua "questione delle mute e del branco", sono il frutto dei dolori inflitti dal dominio. La giovane Rackete non si oppone alle facili logiche di guerra verso i più deboli, non può, non ha simile potenza, ma esprime una sua forza sorprendente e una sua logica. Esprime una rottura del fronte intransigente, e impersona un nuovo "divenire sacrificato", (parole di Canetti). Un divenire incontrollabile e potente a cui, nella questione Carola, ci si può opporre solo con un atto di guerra. La muta (Carola) crea comunque un fronte nitido tra di chi non si riconosce nei sovranismi e chi è a favore. Un fronte netto e, nello stesso tempo, una diversità che attrae, crea speranza e speriamo imitazioni.