6. mag, 2019

La Boetié, e l’attualissimo discorso sulla servitù volontaria.

Oggi più che mai le eterne questioni sul tiranno poste da La Boetié sono d’attualità. In quarant’anni in due cicli sequenziali, l’affermazione globale del neoliberalismo e della sua crisi del 2008, e l'assalto dei briganti nazional-populisti del dramma ecologico planetario, sono avvenuti in una diffusa sottomissione generale e intellettuale. Sul piano politico tale sottomissione prende anche la forma di una rinuncia rassegnata alla conflittualità tipica del ritorno dei fascismi, nel panorama della dissolvenza mondiale della sinistra storica. Ecco cosa diceva La Boitié rivolto al popolo francese, vittima delle tante tirannie di allora, era il 1550 circa. << Da dove vengono tutti quegli occhi che vi spiano, se non da voi stessi? Come può un tiranno avere tante mani per colpirvi, se non prendendole da voi? I piedi con cui calpesta le vostre città, non sono anche vostri? Ha qualche potere su di voi, che non gli derivi da voi stessi? Come oserebbe attaccarvi, se non potesse contare sulla vostra complicità? Come potrebbe nuocervi, se non foste i ricettatori del ladro che vi saccheggia, i complici dell’assassino che vi uccide e i traditori di voi stessi?>> Visto che roba? Si oggi abbiamo tante domande da porci anche noi e non certo più amene di quelle del secolo sedicesimo. Dalla caduta del muro di Berlino non abbiamo più capito nulla di quello che ci stava accadendo e che oggi è accaduto. Dobbiamo capire l’accaduto, dobbiamo capire cosa ci ha portato in processi che ci annientano e che, grazie alla propaganda neoliberale, investono lavoro e vita, menti e corpi, natura umana ed extraumana, conscio ed inconscio. Dalla comprensione di questi processi si deve formare un nuovo paradigma tecnologico e dello sfruttamento che investe lavoro, natura, corpi e pianeta per comprenderli e rideterminarli interamente come nuove fonti da cui far rinascere un valore. Si il neoliberismo ci ha trasformati, ci ha dato giochi gratis perché la merce in vendita eravamo noi, siamo vittime e schiavi servili e senza vederci tali. Siamo i servi volontari della più invasiva e soverchiante tirannia di tutti i tempi, il neoliberismo.