23. gen, 2019

I danni della pornografia e l'oscurantismo tra sessi.

Ha ragione Scarlett Johansson. Il suo volto sui corpi di donne vittime dell'industria del porno è insopportabile, tutta la pornografia è insopportabile. Più terribile ancora, dico io, è la ricaduta sui costumi di uomini e donne in termini di atteggiamenti e pratiche amorose. Sesso come colluttazione, sesso come gesto atletico, performance esagerate e soprattutto violenza su soggetti passivi uomini e donne o bisex. Domina il sadismo e la famigerata associazione, pompata appunto dall'industria del porno, che ci comunica più violenza più piacere. Tutti infusi nel credo del maschilismo o dei dominanti in genere, dove il piacere femminile o del soggetto passivo è direttamente proprorzionale alla violenza che esso riceve. Questa presenza costante della pornografia, negli ultimi 30 anni, ha reso i rapporti sessuali tra maschi e femmine, pur se nati in amorevolezza, problematici, difficili, scadenti, brevi e, peggio ancora con poca conoscenza di se stessi. Ci sono donne e uomini che scoprono il loro vero erotismo in ritardo, dopo lunghi matrimoni o addirittura invecchiano senza sapere chi sono, cosa li eccita e cosa gli dona piacere. Tutti siamo o siamo stati vittime della pornografia, maschi e femmine. I maschi chiedono alle femmine di somigliare alle attrici porno e le femmine accettano volentieri, vivono aspetti pornografici a cui, per onesta passione fisica, aggiungono gesti nemmeno richiesti, che superano di molto le scene sul web e a rischio disprezzo. Il maschilismo, si sa da sempre, pretende dalle donne o dai passivi, sudici sgarbi fisici e oltraggio di se, che post coitum, diventeranno oggetto di disprezzo. Aggiungendo così altra violenza di genere e soprattutto quella eterna della morale. Gli uomini e le donne preferiscono vivere da soli e accettano di fare "famiglia momentanea" perché spaventati dalle criticità sessuali, affettive, dalla noia di coppia, dalla mancanza di realizzazione di se stessi. Non è vero che la crisi della famiglia è attribuibile a egoismo o narcisismo, che sociologi in affanno ci dicono, essa dipende dalla difficile initmità di coppia e dalle difficoltà economiche generali. La signora Scarlett se la prende giustamente anche con gli smanettatori del web per via di certe applicazioni del suo corpo in scene di violenza inaudita sulle donne. La privacy è fantascenza data in pasto agli innocenti utilizzatori, per alimentare la burocrazia. Gli adempimenti onerosi non servono a nulla perché in pratica la privacy non esiste già da un ventennio. Oggi chiunque può essere un sempliciotto o principiante haker che facilmente è in grado di rubare credenziali di un account. Rubare un identità web è facile non perché il web è debole e non riesce a proteggersi, ma solo in quanto troppo costoso e comunque avremmo banche dati illegali e informazioni riservate a pagamento. Per sbarrare la strada alla pornografia occorre chiudere con la pubblcità per cui storicamente stiamo vivendo un vero oscurantismo amoroso e di costume che durerà per decenni ancora, sia la pubblicità, sia il porno sia il maschilismo, sembrano eterni.