17. gen, 2019

L'Europa di oggi e noi esiliati in patria.

Ci sentiamo violentati, privati di tutto quello che ci piaceva aver creato, messi al bando, obsoleti e inutili ferrivecchi. Chi della mia generazione non ricorda i primi viaggi senza mai mostrare un documento, attraverso Francia, Belgio, Germania ecc. Oggi, ai tempi di May, Salvini, Trump, Orban, Di Maio, Macron, ci sentiamo messi in castigo. Anche se le colpe non sono solo di costoro, essi hanno ripristinato, riabilitato la peggiore cultura identitaria nazionalista, quella rappresentata dalla triade dio-patria-famiglia. Noi quella cultura l'avevamo messa all'angolo. Essa aveva prodotto la guerra mondiale ed  ha continuato a tenerci sotto scacco, nel dopoguerra, nelle nostre scuole fasciste fino al Sessantotto. Eccoci qui, ancora con dio, patria, famiglia, sempre uniti a natale, presepe, befana, panettone, colomba, la cucina della nonna, moglie e buoi dei paesi tuoi. La famiglia? Padre padrone e niente diritti per nessuno. Crocifissi nelle aule, presepi nei corridoi, dio nei discorsi politici, plebaglia uniforme allineata e coperta, insomma tutto nei sani principi della amena tradizione nazionale catto-fascista. Chi ha più di sessant'anni ha vissuto un avanzamento civile e culturale immenso, poi la virata, poi il rinculo che ci ha risprofondato indietro. Io voglio vivere in un paese ateo, multietnico, con un’identità culturale che affondi le proprie radici nell’Illuminismo e nel marxismo più umanista, e che queste radici si sviluppino all’altezza della modernità contemporanea. Il linguaggio grezzo dei nostri governanti, i modi spicci e i toni al limite del violento, ci riportano a una cultura tribale che produce violenza contro il diverso, contro e sempre contro i più deboli. Questa Europa non ci rende una vita facile, non ci fa respirare aria pulita ci soffoca, occorre sparire in qualche isola sperduta in un oceano, dove la progapaganda della destra cattolica e di una cultura sovranista e nazional-popolare non possa facilmente raggiungerci. E' bruttissima sensazione vedere come vogliono proteggere una qualità della vita che non appartiene a loro, ma che è stata prodotta dalle nostre spinte progressiste e culturali di sinistra. Le loro invettive sovraniste, protezioniste, di disprezzo delle vite, proteggono interessi nazionali dagli invasori, proteggono una qualità che non sono mai stati capaci di creare, anzi, hanno sempre combattuto contro di noi perché la cultura democratica non si affermasse. L'Europa della Convenzione di Schengen era il gioiello culturale che metteva al bando ogni paura di guerra fratricida tra paesi della comunità. Loro, figli di una cultura guerrafondaia da secoli, sono contro Shengen e governano paesi liberi e democratici, il cui avanzamento sociale ereditato, ripeto, da noi, che oggi ci sentiamo esiliati in patria. L'Italia un paese intento da almeno vent'anni a creare un entroterra culturale populista in grado di recepire la più eclatante e scandalosa riabilitazione mediatica della storia moderna, quella di nazismo e fascismo insieme, obiettivo politico oramai raggiunto.