12. dic, 2018

Groviglio quotidiano, il natale non mi è mai piaciuto.

Il natale si sa, è la rievocazione della nascita del fondatore del cristianesimo, e oggi anche il rito supremo del mercato e della mortificazione di tanti individui. Se non hai da spendere, per te è un tristissimo momento. Perché allora mi interesso del natale? Leggo in diverse parti che questa esplosione dell'esibizionismo spendereccio non piace a molti preti e nemmeno a molti credenti. I preti si rifiutano di essere complici dell'esposizione dei presepi come strumento politico di una politica che mortifica l'umanità. Come posso non interessarmi di preti divenuti "rivoluzionari" ? Quest'anno percepisco il natale come un'occasione di scontro tra veri credenti e coloro che sostengono di esserlo. Un bruttissimo natale dove è evidente lo scontro tra chi ha fede "sincera" (con dubbi di opportunità) e chi lo usa come mero strumento di propaganda. La Lega, ad esempio, è sempre molto attiva nel portare avanti battaglie in difesa di valori a loro dire cristiani. Essere assemblati a questa politica non piace a tutti, il simbolo principe del natale è il presepe e su di esso si svolge una strumentalizzazione che è lotta politica. Sembra sia stato san Francesco che volle omaggiare la sua amatissima santa Chiara con una rappresentazione della natività, con il bambinello al centro di ogni cosa. I leghisti non se ne sono appropriati per devozione del patrono d'Italia, né per devozione al bambinello, ma come strumento di appartenenza culturale, usato come arma contro avversari in parlamento e contro gli immigrati di altre religioni. Nel nord-est hanno stanziato 50 mila euro per allestire presepi nelle scuole, la giunta provinciale di Trento vuole che tutte le scuole espongano un crocifisso e facciano un presepe. Del resto i nostri ministri da anni portano avanti la battaglia del presepe nelle scuole. Vediamo quindi, tanto zelo nella proposta di esporre simboli cristiani ma assoluto  menefreghismo verso alcuni dettami del cristianesimo, quando parla di accoglienza e solidarietà. Ecco alcuni esempi: Il sindaco di Udine, ha recentemente fatto eliminare le panchine dalla piazza in cui, per curiosa coincidenza, è stato allestito il presepe, per impedire ai migranti di bivaccarci. La sindaca di Monfalcone, invece, ha stabilito un tetto massimo del 45% sulla presenza di alunni stranieri nelle scuole pubbliche della città. Il consiglio comunale di Codroipo, inoltre, ha bandito negli asili bambolotti di colore, giocattoli e strumenti musicali appartenenti ad altre culture, per eliminare qualsiasi riferimento alla diversità e al multiculturalismo. E altre amenità come a Lecco dove si cerca costantemente l'allontanamento di studenti stranieri nelle scuole. Questa interpretazione leghista dei valori tradizionalmente cristiani, ha spinto alcuni esponenti della chiesa a ribellarsi, anche in modo non convenzionale. Don Luca Favarin, sacerdote veneto, ha comunicato che quest'anno non farà il presepe. <<Credo che un Natale senza presepio sia più coerente con questa pagina volgare e infame della storia dell’Italia>>, ha detto a proposito del decreto sicurezza. Don Paolo Farinella, parroco di San Torpete nel centro storico di Genova, dice che è schizzofrenico fare il presepe e buttare la gente fuori al gelo. Insiste don Farinella, e aggiunge: <<si può non celebrare il natale, anche per obiezione di coscienza al decreto spudoratamente conosciuto come decreto sicurezza, sebbene sia un decreto di massima insicurezza e sfregio dei valori e dei sentimenti più profondi della democrazia, del diritto e dei valori cristiani>>. Se essere rivoluzionari, oggi vuole significare abbracciare i buoni valori del cristianesimo vuol dire che, o io sono diventato definitivamente matto, o è impazzito un intero paese da cui occorre fuggire al più presto. In ogni caso il costo degli addobbi di strade e piazze, sommato ai fondi pro presepe del Nord Italia, fra due settimane tutti i poveri d'Italia avrebbero dove riscaldarsi. Sopra: Como natale 2018