22. nov, 2018

Black Friday un disturbo globale sulla vita già triste del consumatore.

I solutori di tutti i problemi danno colpe e nomi alla mania di comprare di continuo di tantissimi individui. Anzi, sono sicuri che è una condizione soprattutto femminile, ma io osservo anche altamente maschile. Ecco cosa dicono: <<Si tratta di un disturbo caratterizzato dall’impulso irrefrenabile ed immediato di dover acquistare. La tensione crescente verso l'acquisto, viene alleviata solo comprando, nonostante le possibili difficoltà in campo finanziario, relazionale, lavorativo e psicologico>>. Leggiamo: << Ci sono stati casi di donne che hanno acquistato sei abiti di Armani in un solo mese spendendo cifre enormi, e ci sono anche altre categorie di signore senza grandi disponibilità economiche e che si accontentano di acquisti a poco prezzo con le offerte dei supermercati>>. Sono piccole verità balbuzienti. Sembra che le colpe dell'acquisto compulsivo siano degli attori attrici di questi comportamenti. Dimenticano che tutto è un centro commerciale a cui si è unito lo shopping online, e che il marketing e l'hi-tech sfruttano le nostre vulnerabilità psicologiche in ogni istante della nostra giornata. Oggi bombardano con il Black Friday, dopo un continuo mitragliare su media e in ogni angolo dei nostri percorsi giornalieri. Città che attraversiamo senza più vedere i palazzi oscurati da cartellonistica decente e indecente, non solo di contenuti, ma anche in senso estetico. Qualcuno, più furbo di altri, ci suggerisce addirittura di incaricare, quindi pagare, uno psicologo per moderare la voglia di acquistare delle nostre donne. In realtà spostano un'ossessione dannosa verso un'altra ancora più inutile e a caro prezzo. Rifondare i valori su cui si crea profitto è oramai questione di vita o di morte, oggi, per chi ha ancora capacità di osservare e capire cosa ci accade, sembra che si viva in una condizione di cronicità permanente. Chi specula sulla fragilità della gente ha mano libera di osare anche oltre il disumano. Controllano e determinano, a fine di lucro, ogni nostro desiderio, quindi comportamento, e anche  la nostra salute, quella fisica, quella mentale, le nostre paure, le nostre debolezze. Per secoli questo determinismo, che fa vivere male miliardi di individui, era appannaggio di chiese e stati, oggi al di sopra di essi, si sono posizionati i neoliberisti globali, che in nome del profitto creano malati perenni, incrementando batteri dannosi, danneggiando la natura, avvelenando l'aria, inquinando cibi e oscurando soluzioni buone e pensieri diversi da quelli da essi sospinti. Contemporaneamente producono medicinali costosi che mantengono in vita individui sofferenti, e sempre soggetti fortemente consumatori. Nel frattempo preparano vie di fuga nello spazio, facendole passare per mete turistiche per soli miliardari, ma in pratica sono rifugi pronti ad ospitarli se sulla terra si iniziasse a morire troppo velocemente.