14. set, 2018

Groviglio quotidiano, l'Italia il paese delle disuguaglianze.

L’Italia, e la cosa in verità non ci sorprende, è il paese delle disuguaglianze. Generazionali, sicuramente, ma anche geografiche, con un divario fortissimo tra le varie regioni di provenienza, e poi sociali e di genere. Proviamo a capire le grandi linee storiche che hanno portato a questa insanissima situazione. Nel dopoguerra è sembrato che i giovani fossero attratti dalla competizione politica, che era anche sociale, fatta da ex fascisti, restati a fare i fascisto/cattolici da una parte e da chi  aveva veramente sofferto la fame e la guerra con perdite famigliari dolorose, (non certamente voluta) che erano schierati verso una sinistra socialista e comunista. Durante il cosidetto boom economico i figli dei fascisti, raccomandati dal clero e dai fascisti stessi, che erano restati annidati dentro ministeri economici e soprattutto in Banca Centrale, Farnesina e Ministero degli Interni, andavano ad occupare posti da dirigenti a prescindere il rendimento scolastico. I socialisti e comunisti per controbattere questo avanzamento politico reale della destra ha iniziato ad usare il sindacato come elemento rassicurante i bravi sinistrorsi ed ha iniziato a fare raccomandazioni generalizzate di un potere che altro non era che sottopotere politico da due soldi. I giovani di qualità in questa babele parrocchiale hanno iniziato a fare da soli e chi era raccomandato celava questa condizione ma l'obiettivo era quello di non sottostare a un potere verticale fatto di prevaricazioni dove un illustre figlio di un fascistello restato al potere o nipote di un cardinale (costui sempre al potere), incompetente dava ordini a cului che aveva studiato 30 anni e di competenza ne aveva da vendere. Risultato? Eccolo sotto ai nostri occhi, abbiamo convissuto e siamo stati manovrati da una classe dirigente di incompetenti. E oggi? I nipotini dei fascisti e clericali, oggi al governo, hanno fatto la fila per la benedizione del papa durante la campagna elettorale per le elezioni poi vinte (qualcuno andava con il rosario in mano ai comizi), hanno cavalcato i peggiori umori dell'italianità cristiana, hanno sdoganato cacciatori e coattoni con la scusa che ci proteggeranno dai nemici stranieri, daranno lezioni di vita agli immigrati. Una domanda, però ci viene spontanea, chi sarà a proteggerci da questi cultori dell'ordine, cultori dell'italianità, cultori dell'uso della forza, cultori delle armi, (non solo da caccia), cultori del cane, cultori dei tatuaggi, cultori degli idoli cristiani disseminati nelle strade e delle macchine da guerra? Polizia e carabinieri sembrano anch'essi protetti e affiancati da tanta manodopera popolana guerrigliera che oggi, è rivolta verso lo straniero invasore, ma superata questa fase resterà attiva contro gli italiani fistidiosi e poco servili al nuovo potere. I giovani non lo dicono, ma sotto sotto percepiscono questo pericolo, ed è per queste amenità, che chi ha cervello ed è senza una "parrocchia" che lo protegge se ne va in paesi migliori e ancora sono tanti per fortuna.