23. ago, 2018

La sindrome di Tourette non sminuisce il genio di Mozart.

In pochi ne parlano e in pochi sanno, ma la sindrome di Tourette è molto trend nei conflitti culturali dei nostri tempi. (Georges Gilles de la Tourette fu neurologo di fine Ottocento). Non fu certo il De la Tuarette a trattare per primo il fenomeno, che successivamente prese il suo nome, ma già dal 1600 alcuni provarono a dare spiegazione ad alcuni tic nervosi, o alterazini vocali aggressive per le trombe di Eustacchio. IL giorno 11 settembre la Bicocca riunisce neurologi, psichiatri, psicologi e musicologi, ad una profonda discussione sul tema. Se avrete voglia leggete, qui a seguire, alcune righe sulla presentazione dell'evento e vi renderete conto di quanto sia alta la presunzione degli organizzatori: <<Genio e sregolatezza o forse genio e malattia? Si ripropone l’ipotesi che la straordinaria creatività di Mozart potesse essere correlata alla sindrome di Tourette, condizione caratterizzata da tic nervosi, fisici e vocali, ma anche, talvolta, dalla necessità incontrollabile di pronunciare parole oscene. Il tema sarà affrontato da neurologi, psichiatri e musicologi martedì 11 settembre all’Università degli Studi di Milano, in un convegno intitolato appunto "Mozart e la sindrome di Tourette", nell’ambito del programma Settembre Musica del progetto MiTo. La discussione sarà seguita dall’esecuzione dei Canoni osceni del genio di Salisburgo, che ben si accompagnano, per l’estrema lascivia dei testi, all’ipotesi che l’autore fosse in qualche misura vittima di compulsioni a esprimersi in modo indecente. Non ridete, <<lascivia dei testi e compulsioni indecenti>> sono espressioni che si trovano scritte in verbali e registri vaticani (ancora oggi visibili) di ammazzati sui roghi a Campo De' Fiori a Roma dove il tribunale del papa faceva uccidere chiunque si era concesso un linguaggio non allineato a quello voluto dal clero, o che esprimesse un pensiero irrazionale che avvilisse con lucidità, il perbenismo peccaminoso di monache, frati e preti. Dopo secoli e secoli di demonizzazione delle capacità umane, da parte delle religioni, oggi con psicologi e strizzacervelli disoccupati  siamo nella fase di una discriminazione raffinata a cui nemmeno il web può far nulla, Mozart è stato (due settimane prima dell'evento della Bicocca) dichiarato malato, quindi creatore raffinato di musica non per meriti della sua genialità, ma per uno strano miscuglio tra malattia, indisciplina mentale, oscenità, tic nervosi, intempreranze vocali e ahimé, dalla voglia di gridare cosucce oscene. Insomma un uomo impresentabile. Secondo questa loro conclusione dovremmo traslare il pensiero per conseguenza e dire: Luciano Pavarotti è diventato tale perché mangiava tutto quello che vedeva, Andrea Bocelli è colui al quale la cecità ha fatto avere successo, Andrea Pazienza era un dio creativo perché folle. De André ha avuto successo perché era il "cantautore degli ultimi", ma si faceva mantenere dal padre che schiavizzava i camalli liguri. Continuiamo? Si. Giacomo Leopardi ha scritto poesie divine perché era malato per colpa della famiglia che lo aveva segregato in casa già da bambino, Dante, il divino poeta, scrisse l'inferno perché si innamorava delle peggiori donne dell'epoca, che Silvio Pellico avrebbe scritto per merito della galera. Fermiamoci qui, potremmo parlare di migliaia di casi di geni scomparsi perché invisi al potere del tempo. Che fine ha fatto Ettore Majorana? Non lo sapremo mai. Gli imbecilli di tutti i tempi sono invidiosi e seguono l'esempio degli uomini di potere, i quali, colpiti da un inarrestabile delirio di onnipotenza, rubano le idee e nello stesso tempo odiano e uccidono coloro che genialmente le hanno. Il linguaggio con cui viene presentato il convegno ha stabilito quello che da sempre è stabilito, la genialità è pericolosa e genera invidia. Per noi la genialità è una potenza a cui il genere umano attinge, passa attraverso il rifiuto, la curiosità, il disprezzo, il pensiero irriverente, l'impetuosità delle intuizioni, la passione per le persone, l'originalità e l'innovazione. Mozart era tutte queste cose insieme, Galilei fu rivoluzionario e irriverente ed ebbe ragione contro tutti, Leonardo è stato talmente rivoluzionario che ancora oggi ci sbalordisce, Leopardi pure, Nietzsche anche, come tantissimi altri. La moltitudine, fatta di grettezza risucchiante, non capisce, non vede il capolavoro che è <<La danza delle ore>> nella divina Gioconda, si allinea all'osceno del pensiero ricorrente, il Da Vinci travestito, il Da Vinci trans, donna mancata. Leonardo è invece una lezione per sempre.