27. giu, 2018

Groviglio quotidiano, la violenza di genere e l'odierna sopravvivenza.

Le disuguaglianze tra sessi e il controllo del corpo della donna accompagnano la storia del genere umano. Non andiamo a ripercorrere le fasi storiche troppo lungo sarebbe, qui ci preme capire come da un trentennio ci sia un'accelerazione della violenza tra sessi. Proviamo a capire quali sono state e quali sono le circostanze storiche e il contesto di questa escalation di violenza. Una delle difficoltà dei movimenti femministi è rendere più facile o semplificare il problema relegandolo a una questione di uomini e donne o addirittura tra uomo e donna, quindi della coppia. E' un errore grossolano. Questo è un limite del pensiero femminista in generale o almeno sicuramente del femminismo italiano. Dal mio modesto osservatorio, vedo tre eventi fondamentali e determinanti. Uno è l'alimento della "missione di mascolinità" (ricordate il post del 25 giugno <<La metamorfosi dei maschi>>), fornito dal fascismo con il suo esempio assai popolare che non si è limitato a fare moda, ma ha costruito nelle scuole l'esempio di mascolinità, le certezze del potere del maschio. Il secondo è della politica catto-fascista che ha imperato ed impera in Italia che ha mantenuto un insegnamento scolastico basato sulla competizione e le diversità e soprattutto sulla commiserazione del diverso e del debole. Terzo la crisi degli anni duemila che con l'attacco alle torri gemelle del 2001 ha ridestato in noi paure sopite e la crisi del 2009 le ha sospinte fino all'esasperazione che si è manifestata nel razzismo-populismo delle elezioni del 2018. A nessuno piacerà questo che dico ma purtroppo è così.
Quello che indebolisce gli uomini, che li rende soggetti precari e impotenti è la mancanza di lavoro. La precarietà del lavoro quando lo hanno, la precarietà di tutti i legami, lo sradicamento in diversi modi, lo sradicamento dal contesto comunitario, familiare, locale. Insomma, il mondo si sta muovendo in un modo che il maschio non può controllare e questo lo getta in una situazione di disagio mentale. Non c'entra nulla l'emancipazione delle donne, che ha migliorato molte cose nella coppia, bensì è la conseguenza della precarietà della vita, dell’economia, dell’avere difficile accesso alla formazione, allo studio e alle varie forme di welfare. Gli uomini sono le prime vittime della missione di mascolinità, tranne coloro che, precorrendo i tempi, hanno fatto dello sradicamento culturale un personalissimo modo di vivere ben visto dalle donne ma assai contestato dai maschi per la sua "diversità".