20. giu, 2018

Groviglio quotidiano, la grande ipocrisia di casa nostra.

Quando in casa o in pizzeria tutti si fissano sulle immagini dei tg, il dramma umano diventa spettacolo.
Quando appaiono gommoni e vecchie navi, con carichi di umani pendenti, sovraboccanti di paure e di speranze, gli italiani fissano le tv, stupiti per la capacità di simili riprese di operatori caparbi, questa volta talmente vere da non lasciare scampo all'attenzione totale. Le ultime che ci colpiscono, sempre più terribili e gravi, cancellano il dramma delle precedenti. Insomma uno spettacolo sulle tragedie di uomini donne e bambini che forse mai la storia del Mediterraneo ci ha raccontato così nitide e drammatiche. Ecco servito a tavola "l'incombere della tragedia", siamo li davanti in attesa di capire se vivranno o meno. Gli italiani, forchetta in mano, sono sempre pronti al pianto commovente se moriranno e prontissimi ad incazzarsi se si salveranno toccando terra nello stivale. L'ipocrisia sappiamo da dove nasce, come cresce e non morirà mai. Prospera dalla consuetudine al peccato "verso gli altri" e dall'abitudine a farselo perdonare da altri uomni di dio pentendosi a chiacchiere, senza l'obbligo di risarcire il danno. Dio è immensamente buono, ma non con tutti.