17. apr, 2018

L'orrido e l'incerta immagine dei volti sempre sorridenti.

Il dolore, la malattia, l'amore, la passione, il corpo, erano assolutamente <questione di casa>, di famiglia e di qualche amicizia importante. Ora un dolore lo si porta come spettacolo televisivo, insieme ai visi raggianti e smielati di uomini con incarichi pubblici, che hanno rubato e gli è andata anche bene, quindi ridono di coloro che li osservano e pagano. Il dolore immerso nella melassa compassionevole come colloquio quotidiano anche tra sconosciuti, dolore che si espone per strada, in ufficio, in chiesa, al cinema. Riservatezza è parola oramai scomparsa dal linguaggio e dai comportamenti. E' meglio, è peggio? non voglio giudicare, vista la mia lontananza dai media in genere, dalla Tv e dai giornali, ma presto lo sapremo e la conseguenza sarà: fare festa in un obitorio, fare il bagno in mille in una piscina, pedalare in tremila in palestra tra sudori e cattivi odori, giocare in chiesa, ci sarà anche: cordoglio pubblico, cordoglio dei colleghi, funerale per il cane, ecc. ecc. In Francia nel 1340 dovette intervenire il Papa per evitare che le prostitute si unissero a fare affari quando veniva ghigliottinato qualche ladro o qualche donna accusata di stregoneria. Immerse in quel luogo di morte venivano cercate da clienti maschi facoltosi attratti da sesso e macabro, proprio vicino al fumo acre dei cadaveri. Quel connubio tra sesso e horror che è restato una grande attrazione per secoli, ha ispirato numerosi artisti, e ancora oggi è argomento centrale del fumetto moderno e dei tatuaggi sui corpi, usati quest'ultimi, come un mantello sfoderabile, mutabile, stagionale, leggermente staccato dalla pelle.