10. apr, 2018

Avere fiducia in qualcuno? E' amore per la vita e voglia di aggregazione.

Gesù saliva sulla barca del pescatore e con poche ma precise indicazioni di percorso ecco che le reti si riempivano di pesci. Cambiava pescatore e imbarcazione e accadeva la stessa cosa. Ecco questo è un esempio di come guadagnarsi la fiducia di qualcuno che successivamente donerà la propria vita per non tradire un uomo così meritevole. Raccontiamo questo perché resta un caso esemplare di come un comune mortale è riuscito a guadagnarsi la fiducia di altri mortali come lui. I pescatori diedero prima fiducia, lo seguirono nelle sue idee, credergli divenne un vero atto di fede, primordiale ma potente, così forte che negli anni a seguire in tanti subirono un martirio per difendere il suo nome. Ora potremmo pensare che i pastori erano degli abbindolati cercatori di una guida o era la guida che creò le condizioni per abbindolare i pescatori? Se fossi un credente opterei per la prima ipotesi, ma da povero non credente non ho dubbi, l'impostore si era inventato un buon modo per crearsi un seguito. Già da secoli quindi, il problema del riporre o non riporre fiducia in qualcuno o in qualcosa, è stato determinante e, la fiducia è stata condannata a una vita colma di frustrazioni. Fiducia nelle persone, fiducia nelle istituzioni, fiducia in uno spirito guida, nella comunità, nell'azienda, nel parroco, nel matrimonio, già da questo elenco cogliamo alcuni fili comuni che sono, autorevolezza, durata, senso di certezza, persistenza. Da questi elementi come persistenza, autorevolezza, durata, immutabilità, nasce quel senso istintivo che è avere fiducia in qualcosa o qualcuno. Oggi siamo soli, non ci sono strade visibili per concedere fiducia, è aumentata la volubilità delle regole, è aumentata la velocità dei cambiamenti, la fragilità dei legami, viene a mancare proprio l'esempio di altri, manca la persistenza, manca la certezza, che erano stimoli fondamentali per riporre fiducia. Ecco che fidarsi diventa sempre più parte del pensiero rapido dell'uomo, dell'istinto, e una speranza di moralità individuale. Nelle "relazioni pure" porre fiducia è un istintivo, spontaneo, fragile atto amorevole verso un uomo o una donna, un gesto, senza secondi fini, che richiama quella richiesta di moralità, che  compie una pressione, tacita, oggettiva verso l'altro, richiesta che proviene dal sentirsi vivi, dall'essere vivi, dalla speranza di aggregazione e condivisione del mondo con altri simili.  Avere fiducia in un quasi sconosciuto, è un gesto d'amore per la vita, immediato, forte e a volte spericolato, ed osa attendere una responsabile adeguata risposta. L'unicità di questa richiesta di comportamento etico consiste nell'essere tacita, immediata, e così vuole restare, non vuole essere distorta, ed ha un grande valore quando è dimenticata, o quando diventa superflua, è in questo modo che ci si sente vivi, appartenenti, e la speranza di aggregazione si realizza.