7. apr, 2018

Se il politico <<tiene famiglia>>, il prelato <<tiene il vizio>>.

E' stato rinviato a giudizio il vescovo della diocesi di Massa Carrara e Pontremoli Giovanni Santucci. Le accuse sono quelle di tentata truffa e di appropriazione indebita. Il caso è legato alla vicenda di don Luca Morini, il sacerdote che ingordo di elemosine e donazioni dei fedeli che spendeva regolarmente, secondo le accuse, in incontri gay, con escort rifatte, bisex ecc. in alberghi di lusso, in cene di lusso, in viaggi in giro per l'Europa. I fedeli delle varie parrocchie in cui era stato destinato lo avevano soprannominato non a caso don Euro. A lui i soldi non bastavano mai abituato com'era alla bella vita e a fingere di essere quel che non era, cioè a seconda delle occasioni un magistrato, un medico, un imprenditore per fal colpo sugli escort, sulle escort e anche dilettanti che si procacciava. Il parroco sotto accusa per truffa ed estorsione, è stato sospeso alcune settimane fa dal  Vaticano. Saranno una ventina i prostituti che saranno chiamati a testimoniare in aula a Massa il 13 giugno prossimo. Il rinvio a giudizio del vescovo è stato deciso dal gup e va detto che la posizione del prelato è marginale, rispetto a quella dell'ex parroco. I reati contestati a monsignor Santucci riguardano un premio assicurativo che don Euro voleva più alto. Per questo aveva cominciato a tempestare di chiamate il vescovo e il vescovo aveva ceduto facendo pressioni a sua volta sul medico che doveva definire lo stato di salute del sacerdote. Il punteggio più alto nella malattia corrispondeva a un assegno mensile più robusto da parte dell'assicurazione. L'appropriazione indebita invece riguarda mille euro di elemosine che dalla diocesi sono finite nelle tasche di don Euro tramite monsignor Santucci. Amen.