10. mar, 2018

Il perdono dei credenti è un prodotto di largo consumo.

Un prete, nel nome di Dio, perdona un dio morto suicida che, appunto come una deità suprema, decide di togliere la vita a moglie e figlie. C'è qualcosa di molto stridente in tutto ciò. In questa tristissima storia di Cisterna di Latina ci sono troppe entità supreme e un prete imbarazzante anche da giudicare. Saltando ogni forma di "digestione del dolore" di sopravvivenza nel dolore, il prete di Cisterna garantisce dal pulpito, durante le esequie, che la famiglia dell'appuntato Cabasso lo ha già perdonato. Come è possibile tutto questo!! La sorpresa, la disperazione, la rabbia, le lacerazioni del cuore, i tempi del dolore che sono sempre lunghi, il pianto, dove sono finite queste umanissime questioni? Ci sono, in questa disgrazia famigliare, troppe entità supreme e troppa voglia di protagonismo, consumiamo anche il perdono come ogni altro nostro sentimento profondo. Il perdono in offerta speciale al supermarket. Ogni vita sfortunata, anche le vite di quelle bambine, hanno diritto almeno a 10 minuti di giustizia. Concedeteli per favore, esse non sono morte per mero caso, o per sfortuna, o per incidente stradale, o per banale cataclisma atmosferico, ma uccise da un padre che, in un momento della sua vita ha pensato, e non importa il perché (anche se alcuni di noi lo sanno bene) che il padrone (dio) della vita di quelle bimbette, era lui. Malato? non ha importanza, i malati vanno curati e gli adulti che gli sono a fianco sono colpevoli di distrazione. Anche la moglie scampata per miracolo, complice per esitazione e vittima per aver denunciato inutilmente alle forze dell'ordine. Se le attuali strutture di tutela del cittadino non sono adatte a questo tipo di intervento è oramai ora che si crei un servizio organizzato specialistico dedicato alla tutela delle famiglie e più che altro delle donne di ogni età e ruolo sociale. Leggo che la madre e moglie è scampata alla morte, sarà difficile pensare sia contenta di essere ancora viva e che perdonerà il suo coniuge defunto.