15. feb, 2018

Gli insegnanti? Sempre più in trincea.

Leggo con apprensione di cosa accade agli insegnanti di questi tempi. In Inghilterra, nella contea di Lancashire, un settantina di insegnanti hanno picchettato i cancelli di una scuola in segno di protesta contro il vandalismo e le minacce degli studenti. Avevano sequestrato i cellulari ad alcuni bulletti da social network ed è dovuta intervenire la polizia per evitare una rivolta violenta. Mal comune? No, in Italia è peggio. Vicino Siracusa un professore di educazione civica è finito all'ospedale aggredito da due genitori tipo: "te famo vedé noi" ovvero, bulli di paese, per essere stato colpevole di aver rimproverato un figlio dodicenne. A Foggia un altro insegnante, che per evitare che un suo allievo facesse danni fisici agli altri ragazzi, (li spingeva verso le scale) lo ha sospinto fuori dalla fila ed ha subito la vendetta paterna, pugni e calci e costola rotta. Per coincidenza ecco che in Trentino ci si interroga se in caso di bocciatura debba essere visibile, sui documenti scolastici, chi dei professori, ha bocciato l'allievo. Come avrete capito il problema non sussiste, in quanto se prendi 4 in matematica, chi ti boccia è il prof di questa materia, ma il fatto che gli insegnanti si preoccupano di metterci nome e cognome la dice lunga sul loro stato di preoccupazione. Quello che accade è abbastanza semplice alleviamo figli senza figura paterna. I padri degli studenti di oggi sono cresciuti senza figura paterna. Nel testo <<La morte del padre>> del professor Recalcati è scientificamente dimostrato come l'assenza del carisma de padre ha impedito ai figli di apprendere il senso del limite. Come fa ad avere il senso del limite un ragazzo, figlio di un adulto che questo limite non ha mai appreso? Attendiamoci ancora di peggio, in assenza di un vero potere educativo la scuola soccomberà e inaugureremo definitivamente l'era degli ignoranti connessi. Uomini e donne senza alcun senso critico, educati dal web, e fornitissimi di giochi elettronici. Essere online, come in una vetrina, dove ognuno espone se stesso, e la sua impresentabilità, riconoscendosi e restituendo appartenenza solo con i suoi simili. Si riconoscono nei simboli, nei tatuaggi, pubblicando foto, scambiando video, scambiando la propria giornata di vita in diretta con tutti quelli, che come loro, si sentono di apprtenere a quel preciso, a volte orrendo, pezzettino di mondo. Crescono e consumano vita restando fedeli a quella natura così omogenea, con 400 amici su Fb di cui mai hanno sentito il buono o cattivo odore. Frammentano inesorabilmente il tessuto sociale, l'ignoranza viene mascherata, celata a tutti, meno che a religioni e a politiche antidemocratiche, loro, sanno bene che su questi moderni cittadini, si può vivere e prosperare con la certezza di essere eternamente padroni.