6. feb, 2018

Il divario tra ciò che le politiche dicono e ciò che fanno.

Didier Fassin: "In Emmanuel Macron c'è una mancanza di interesse nella questione sociale"
A parte la propaganda, è evidente che il vero problema delle elezioni italiane è la forbice tra promessa politica teorica e quella reale.
Non solo in Italia, in Francia, dopo il periodo di grandi tentennamenti di Emmanuel Macron, Didier Fassin, sociologo e antropologo, accusa proprio Macron di disinteresse per la questione sociale. Fassin è attualmente il più attento e tempestivo dei pensatori moderni francesi e non. Nel suo ultimo lavoro "la vita, manuale di critica" interroga il paradosso della sacralità della vita umana astratto, contro la durezza e la disparità di trattamento delle vite precarie, degli esiliati o oppressi. Grida alla "manutenzione". La crisi delle democrazie e l'aumento della sfiducia dei popoli dipende proprio da questo paradosso. Quello che le politiche dicono è esattamente quello che le politiche non fanno. Fassin, trova inquietante e sorprendente la differenza tra le parole del Presidente della Repubblica francese e la pratica di governo fin qui fatta. In Italia, sentiamo significative le promesse in campagna elettorale, ma sappiamo che tra le promesse di oggi, e quello che farà il prossimo governo, sarà tutt'altra cosa. Soprattutto sulla questione dei migranti. I fatti di Macerata sono meno preoccupanti di quanto i politici abbiano retoricamente detto, condannato, afferrato il problema o addirittura mentito agli italiani. Macron, durante la campagna sui rifugiati aveva allineato la politica francese a quella umanistica della Merkel, contemporaneamnte il suo ministro degli interni faceva maltrattare i migranti a Calais, facendogli abbattere accampamenti e coperture. Una vera duplicità di intenti. Qui, da noi, Berlusconi dice che "caccerà" 600 mila stranieri senza dire dove li condurrà. Salvini dice che a Macerata è successa una cosuccia da poco e che il suo partito non è istigatore di brutti fatti ma è il solo partito in grado di moderare il neonazismo italiano. Il toscano Renzi dice di pensare ai più deboli, ma quando era al governo era la manna dal cielo per i neoliberisti italiani, alcuni dei quali sono scappati dal paese con i soldi della MPS e della Banca Cattolica. Quindi, dicevamo, una posizione ambigua della politica, una duplicità tra discorsi e azioni. Fassin, è eccellente interprete e analizzatore, fa un'illustrazione perfetta della disparità di trattamento delle vite in contraddizione con la valutazione della vita come bene supremo. Noi europei in generale, viviamo una duplicità che permette, da una parte di mantenere l'illusione di una politica rispettosa dei diritti umani in linea con una forma di umanesimo universale e, dall'altra di rispondere in modo indegno e brutale alle aspettative degli elettori. I tedeschi, senza che la Merkel facesse nulla, hanno continuato a pensare che i migranti fossero accettabili, in Francia e in Italia, dove le sinistre hanno pensato che una dura politica contro migranti e rifugiati, bastasse a contenere le spinte populiste, ecco che abbiamo l'effetto contrario. Sono bastate alcune adulazioni, di influencer di partito, verso le inclinazioni inospitali della popolazione, che  di fatto è avvenuta la legittimnazione delle spinte violente dell'ultra destra. Macerata insegna questo, e non solo con l'aggressione violenta, ma anche i duri commenti di approvazione della gente sui social/media e in piazza a Macerata. Durezza anche verso gli italiani che difendono le persone di colore coinvolte.