26. dic, 2017

L'assenza di democrazia e l'esperienza di Possibile.

In Francia ed in Italia, la democrazia diretta è inesistente. Lascia il posto alla democrazia rappresentativa. Vi sono persone che si sentono impotenti, evocano una mancanza di dinamismo e desidererebbero votare direttamente le leggi, partecipare alle decisioni sia locali che nazionali. L'assenza inoltre, delle iniziative popolari rendono incomprensibile la politica ai giovani. Tuttavia, è facile criticare quando si ha sempre avuto a disposizione una democrazia, in cui libertà e scelta sono valori fondamentali, ma quando nasce un nuovo partito che intende crescere dal basso, con strumenti di partecipazione popolare, ecco che il sistema di aggregazione deve consentire un partecipare agevole e frequente, una facile comunicazione tra gruppo dirigente e il resto del partito. Avere cura della periferia del partito, dei sostenitori sconosciuti, riporterebbe la politica a quel linguaggio serio e leale che attirerebbe l'attenzione dei giovani e degli onesti. L'esempio Possibile del monzese Civati che, nato con comitati <<vicino alla gente>> è restato un movimento quasi sconosciuto fino alla recente aggergazione a sinistra del Pd. Per quale motivo ha stentato a mettersi in mostra? Per via che la politica del territorio, la politica che mette radici tra la gente, trattando e occupandosi delle realtà locali è difficile da portare avanti. Non abbiamo chi parla alla gente, chi si mette in piazza a parlare, troppa fatica. Questa politica è dura e non produce  donazioni, meglio una politica dell'immagine generica, e a che servono i comitati locali? A quella che io chiamo la <<politica delle merende>> ci si riunisce con spumante e patatine portando sempre le stesse istanze e osservazioni a un numero sempre più ridotto di presenti. Nessuno si mette in piazza, nessuno sa stare vicino alla gente e non è certo una moda, ma politica della convenienza.