9. nov, 2017

Andavamo verso il futuro. Oggi vado da solo sperando di trovare compagni per strada.

Ci sono momenti in cui vedo persone molto simili a me, alle generazioni passate, con problemi veramente vicini ai miei. In altri vedo atteggiamenti più consapevoli, meno fanaticamente entusiasti e antagonisti, hanno una maggiore coscienza e maggior concretezza, rispetto alla attuale sensazione generale di impotenza. Trovo che i giovani siano in questo senso più lucidi sul piano della visione delle cose, per niente vecchi, ma forse con meno entusiasmo rispetto alla voglia di cambiamento, che avevamo noi. Percepiamo forte il rischio che oggi corre ciascuno di noi, di venire <intruppato>, conglobato, accasato, messo forzatamente insieme ad altri individui che non ci somigliano e che qualcuno si sforza di farci credere simili. In questi falsi insiemi ci si smarrisce, si perdono i confini, ci si perde in un labirinto dove tutte le cose sembrano aver perduto il loro senso originario. Abbiamo un disperato bisogno di ridare alle cose il loro nome e il loro significato. Questo ci mette in difficoltà per via che l'ambiguità ci affascina, la contraddizione come valore ci appartiene, anche come crescita personale. La coerenza filosofica la lasciamo volentieri agli altri, a coloro che comprendono di più o ci guadagnano sopra. Ho bisogno di scelte, non importa se contraddittorie, cerco sempre quel piccolo passo avanti che dia senso e motivo all'esistenza. Sono tollerante e esserlo non mi costa alcuna fatica, preferisco il paradosso al messaggio profetico, i vangeli? Che li leggano i <poveri di spirito> o che il prete li decanti a chi non legge. Vengo accusato di essere cinico, ma non lo sono affatto, sono uno che continuamente si guarda attorno, che cerca, fruga, scova, vuole capire. Posso solo essere accusato di essere visceralmente polemico. Quando a qualcuno distruggo le sue certezze (forse poco certe), i suoi miti che io ho abbattuto da decenni, lo faccio per gusto polemico non per fargli del male. Le cose che dico con veemenza, costringono a pensare, procuro forti dubbi, mi piace sollevare dubbi avendo io tanti dubbi. E' la condizione umana di tutti coloro che cercano di capire.