30. ott, 2017

Chi eravamo? Quando diciamo noi, noi chi?

Noi pieni di rimpianti? Io vorrei che sulla lapide ci resti scritto <<era una brava persona>>. Eravamo brave persone, oggi non ci piace piangere sulle cose perdute, ma semmai su quelle non trovate. Non mi piace avventurarmi sul rimpianto, il rimpianto lo sento odioso, se mai mi manca ciò che abbiamo pensato e non è avvenuto, ma mi crea astio pensare a quello che eravamo e quello che oggi siamo diventati. Non me la sento di piangere o rimpiangere le nostre delusioni, su quello che non abbiamo realizzato, e poi noi chi? Gaber, ci chiamava <<diversi>>, uniti in quel momento, noi compagni di strada, noi <<razza in estinsione>>, noi di sinistra? Oggi quel noi è veramente difficile da usare, prende troppa gente che nulla a che fare con noi. Non contesto il noi con l'idea in se di "collettivo", di valori comuni a tutti. Trovo insopportabile le false verità della cultura di massa, dei mass media, di una parvenza di collettivizzazione forzata del pensiero che scambia una sparata, o puerile sollecitazione sui social, per cultura. La massa è ricettiva di un'immagine, non di un pensiero. Ho risposto in maniera articolata, a una veneta su Fb, che si gloriava del suo voto per un Veneto indipendente e la sua reazione è stat <<cos'è tutta sta roba>>? Un'immagine non è una forza, non costruisce niente anzi, è un'interruzione del pensiero, interrompe un circuito come in fisica. Forse possiamo affermare che la massa fa "massa": statica, inerte a qualsiasi manipolazione e a ogni movimento. Solo Berlusconi aveva il consenso della massa ma solo per l'invidia degli altri maschi. Manipolare la massa oggi è pura illusione. Essa è nulla. Si può governare facilemte alimentando i giochi di massa. Alla mia età ho scoperto che la civiltà è una carta velina, basta un nulla per ritornare alla barbarie. Un momento ci sembra che ciò che si è acquisito in millenni di storia sia inamovibile, poi, basta un fatterello: qualcuno a Torino spara chiodi con chiodatrice elettrica sulla gente che passa, a Roma stuprano una signora, un pazzo americano che dorme sui cannoni spara sulla gente e fa decine di morti. Ecco, con questo precipitiamo in una sensazione di grande pericolo e non è facile togliersela di dosso, ci conviviamo prendendosela con quelli che non c'entrano.